I cancelli della Villa Reale restano ancora chiusi: ombre sul gioiello culturale di Monza e sul futuro dei dipendenti

E' stata inoltrata una richiesta di cassa integrazione fino a dicembre ma l'azienda ha annunciato che non ci sarà alcuna anticipazione delle mensilità per i dipendenti. L'appello per il rilancio del complesso

Saranno in cassa integrazione fino a dicembre gli otto dipendenti della società Cultura Domani che da marzo, quando la Reggia di Monza ha chiuso i cancelli sotto il lockdown, non sono più entrati in Villa Reale. E la residenza degli Asburgo è rimasto chiusa anche al pubblico, ad eccezione delle visite agli appartamenti reali, gestiti direttamente dal Consorzio della Villa (la biglietteria è chiusa, le prenotazioni si effettuano solo on-line). Una situazione difficile dal punto di vista occupazionale che ha ricadute culturali anche sull'intera città di Monza. 

“È stata finalmente richiesta la cassa integrazione da parte dell’azienda, dal 3 di agosto e per le successive 18 settimane. Le ferie sono già state esaurite e ci sono ancora poche certezze sul futuro. A tutto questo si somma l’attesa dell’assegno da parte dell’Inps, perché il datore di lavoro ha già più volte ribadito l’indisponibilità ad anticipare le somme dovute ai propri dipendenti”; la sintesi degli ultimi avvenimenti che stanno tenendo sulle spine otto dipendenti di “Cultura Domani” è di Fabiana Cabras, sindacalista della Filcams Cgil Monza e Brianza.

“È sempre mancata una visione strategica a lungo termine”, ci ha raccontato Leonardo Marcos Martello che, insieme ad Alberto Locatelli, è la RSA in azienda. “Il nostro obiettivo – spiega Martello – è di stimolare le istituzioni affinché si pubblichi il prima possibile un bando per la nuova gestione”. E, amaramente, aggiunge: “Ci troviamo nuovamente di fronte al fallimento amministrativo della gestione consorzio-privato di un bene pubblico di pregio, un fallimento per tutti, in primis per i cittadini monzesi”.​

“Siamo esterrefatti da questo immobilismo istituzionale – rincara la dose Angela Mondellini, segretaria generale della Cgil di Monza e Brianza –. È tempo che chi ha la responsabilità delle scelte strategiche si impegni in un progetto di ampio respiro per il rilancio della Villa, uno dei gioielli di questo territorio che non possiamo accettare rimanga chiuso oltremodo. Stiamo seguendo la vicenda con interesse con l’obiettivo di tutelare i posti di lavoro – continua Mondellini – e faremo di tutto perché non si perda altro tempo. Crediamo che, dal complesso della Villa, la città possa ricevere la spinta giusta per il rilancio economico che serve”.

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