Cronaca

Si costruisce una macina in casa: l'ultima fatica del maestro Michele Sangineto

Durante il lockdown Michele Sangineto, maestro liutaio di Villasanta, ha lavorato senza sosta nel suo laboratorio casalingo. Dopo settimane di prove è riuscito a realizzare una macina perfettamente funzionante fatta con legno d'abate e scarti delle tombe

C’è chi fa la pasta in casa, chi ogni giorno sforna brioche e torte, chi prepara i biscotti secondo la tradizione delle nonne. Ma c’è chi ha deciso di andare oltre il cosiddetto km zero, producendo anche la farina nella taverna della sua villetta.
Manualità e ingegno non gli mancano e Michele Sangineto, maestro ebanista ormai in pensione e liutaio di fama internazionale, durante il lockdown ha pensato bene di costruirsi una macina in casa.
Sangineto, che vive a Villasanta, si è ingegnato e – forte della conoscenza della cultura contadina dove è cresciuto – ha deciso di costruirsi una piccola macina casalinga. Tanta creatività, prove su prove, un pizzico di ingegno e quelle mani d’oro che riescono a trasformare in realtà ogni idea.

Il progetto: tra legno d'abete e scarti di tombe

“Ho basato il progetto sui ricordi della mia infanzia – racconta Michele Sangineto, nato e cresciuto ad Albidona, una paesino in provincia di Cosenza-. I miei nonni avevano il mulino e ricordo con tanta nostalgia i pomeriggi trascorsi a guardare il nonno al lavoro”.
Sangineto ha realizzato il prototipo (perfettamente funzionante) della macina da cucina: costruita in legno d’abete, con lastre di pietra recuperate dalle tombe in marmo regalate dall’amico marmista Antonio Marrazzo.
La macina funziona con il motorino che aziona i tergicristalli dell’automobile. “Non è stato semplice, ma alla fine ce l’ho fatta. Ho fatto prove su prove, dagli errori ho imparato e modificato il progetto. Adesso posso finalmente macinare il grano in casa, e davvero torte e altri prodotti saranno a km zero. Peraltro la macina non si surriscalda e in mezz’ora riesco a macinare fino a 3 kg di farina”. Con il suo mulino a km zero – per adesso posizionato nel grande laboratorio che Sangineto ha allestito in taverna – il maestro riesce a macinare il farro integrale, il grano saraceno, il grano tenero, il grano integrale e l’orzo.

Dopo la farina, arriva l'olio fatto in casa

E dopo la farina adesso il famoso liutaio vuole produrre in casa anche l’olio. Si è già messo al lavoro per costruire un prototipo di frantoio usando sempre il legno d’abete e per la pietra gli scarti dei monumenti funebri. Un prototipo che si basa sui ricordi dell’infanzia e su pomeriggi di lavoro in laboratorio piallando e smussando il suo frantoio. “Con il quale produrrò non solo olio d’oliva, ma anche olio di mandorle e di noci”. In caso di un secondo lockdown in casa Sangineto olio e farina certamente non mancheranno. 

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