E' dislessico, l'insegnante lo umilia: incredibile nel Vimercatese

Il piccolo alunno ai tempi frequentava le medie. La docente dopo un'interrogazione lo ha costretto a fare flessioni davanti ai compagni, che confermano l'episodio

L'inviato delle "Iene" con il ragazzo e la madre mentre raccontano l'accaduto (fonte: VideoMediaset)


Uno studente dislessico costretto a fare flessioni e umiliato dall'insegnante. Il fatto è accaduto nel Vimercatese un anno fa ma è venuto alla luce solo ieri sera  nel corso della trasmissione televisiva Le Iene. Il bambino, che ai tempi frequentava le scuole medie, è stato costretto a cambiare scuola per poter completare il raggiungimento degli obiettivi didattici, nonostante le difficoltà legate al fatto che la prova finale fosse imminente. Durante una lezione, è stato interrogato dall'insegnante di spagnolo. Quando la professoressa gli ha chiesto quanto tempo avesse impiegato a fare i compiti, ha risposto "Un minuto". I bambini dislessici non riescono a quantificare con esattezza il tempo. E' bastato questo per far scattare la docente, che  a quel punto lo ha punito  facendogli fare flessioni davanti a tutta la classe. Un fatto che Andrea ricorda ancora. Le compagne di classe confermano il racconto. "Da quel momento si è chiuso sempre più in se stesso - commenta una di loro - Abbiamo provato a dire all'insegnante che aveva a che fare un ragazzo dislessico, ma non c'è stato niente da fare".  La trasmissione di Italia 1 Le iene ha poi sentito anche la docente, che nega l'episodio.

"Le Iene hanno realizzato un servizio televisivo di qualità, che ha delineato la questione in modo perfetto ricostruendo l'accaduto - afferma Clara Siri, responsabile della sezione brianzola dell'Associazione Italiana Dislessia - Volevo ricordare che noi siamo sempre a disposizione di genitori scuole e insegnanti per fornire consulensza,supporto e sostegno".


La dislessia, ricorda l'AID, è una sindrome classificata tra i Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA): la sua manifestazione principale consiste nella difficoltà che hanno i soggetti colpiti a leggere velocemente e correttamente ad alta voce. Riconoscere precocemente la dislessia  sin dalla scuola primaria consente di intervenire utilizzando tecniche specifiche di apprendimento. I peggiori problemi per i bambini dislessici nascono quando la sindrome di cui sono portatori viene scambiata per pigrizia, indolenza o stupidità. Un intervento precoce può evitare inoltre  il presentarsi di disagi psicologici come depressione, ansia o che una serie di insuccessi possa portare a un rifiuto del mondo scolastico che potrebbe ripercuotersi a cascata sul futuro del bambino.

La legge 170/2010 stabilisce le direttive e gli strumenti per affrontare le problematiche scolastiche legate alla dislessia. Il testo raccomanda agli insegnanti di usare strumenti compensativi e misure che facilitino l'apprendimento. Per attuare queste misure può essere sufficiente una diagnosi specialistica, anche se non è di norma previsto l'intervento di un insegnante di sostegno. "Si tratta di una legge a cui si è arrivati anche grazie al nostro impegno" sottolineano giustamente dall'AID. Per chi è interessato a saperne di più sul tema, il 3, 10 e il 7 marzo l'associazione ha organizzato tre giornate di formazione rivolte in special modo al personale scolastico e ai docenti, ma aperte anche agli studenti. Le lezioni si terranno nella prestigiosa cornice della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università Bicocca in via Cadore 48 a Monza.

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