Si fingeva un agente di modelle e violentava le donne: arrestato

L'uomo, 43 anni, si faceva chiamare Gianluca e millantava di essere un imprenditore della moda: in realtà Luca Campedelli di fatto era un senza tetto e viveva in uno scantinato

Il luogo dove è avvenuta una delle violenze

Viveva nello scantinato di uno stabile di Sesto San Giovanni ma millantava di essere il titolare di un'agenzia per modelle e di poter far cambiare vita a tante ragazze. Le strade che portavano alla possibilità di brillare sotto i riflettori per le vittime però conducevano tutte in luoghi abbandonati dove non c'era nessun obiettivo forografico e nessuna agenzia. Qui, in cantieri isolati e in campi abbandonati, il falso agente si rivelava per quello che era e violentava le ragazze.

Luca Campedelli, 43 anni, di fatto senza fissa dimora è stato arrestato dagli agenti del commissariato di Polizia di Monza con l'accusa di violenza sessuale. L'uomo si faceva chiamare "Gianluca" e così, con questa falsa identità e un sorriso pieno di bugie, si presentava alle ragazze. Il 43enne, già noto agli agenti del commissariato di viale Romagna per minacce e circonvenzione di incapace, dopo la morte della madre aveva anche sottratto continuamente denaro a una sorella cieca. 

A lui i poliziotti di Monza sono arrivati in seguito alla denuncia di una donna violentata a Sesto San Giovanni. L'intuizione degli agenti del commissariato di Monza infatti ha pemesso di mettere in relazione il caso con un episodio precedente, avvenuto un anno prima. Gli accertamenti hanno consentito di riscontrare delle importanti analogie che hanno indotto la polizia a ritenere che l’autore della violenza potesse essere il presunto responsabile di un altro episodio commesso nel 2014, sempre nel comune dell'hinterland milanese, e per il quale il Commissariato di Monza aveva svolto un’attività d’indagine, identificandone l’autore risultato poi irreperibile.

Due al momento le violenze sessuali accertate, una in un cantiere edile a Sesto San Giovanni nell'ottobre 2014 e l'altra, un anno dopo, in un campo abbandonato. Gli inquirenti però ritengono che in questo arco temporale anche altre donne possano essere rimaste vittime del violentatore seriale che adescava le aspiranti modelle dove capitava, sui social oppure ancora per strada. L'ultima donna infatti è caduta nella trappola a Milano, in corso Buenos Aires, dove era appena uscita da un colloquio di lavoro andato male mentre l'altra ragazza violentata era stata adescata su Facebook.

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