Si finge un 17enne e adesca minorenni sui social: tre ragazzine violentate dal "mostro"

Dopo l'arresto nel febbraio 2016 di un 40enne albanese le indagini dei carabinieri della compagnia di Desio sono proseguite: altri tre i casi accertati

La foto dell'uomo diffusa all'epoca dell'arresto, nel febbraio 2016

Emanuele, 17 anni, fisico atletico e l’apparente spensieratezza di un adolescente. In realtà, dietro il profilo social virtuale del ragazzo, si nascondeva un uomo di 40 anni, albanese, irregolare, residente a Peschiera Borromeo che dietro la tastiera a volte si presentava anche indossando un'altra finta maschera virtuale, presentandosi come "Enzo Milano".

Per oltre un anno l’uomo, dal febbraio 2015 al febbraio 2016, ha adescato minorenni sui social network, fingendosi un coetaneo e, dopo averne ottenuto l’amicizia virtuale e la fiducia, si è fatto inviare immagini e foto disinibite delle ragazze per poi incontrarle e ricattarle, costringendole ad avere rapporti sessuali con lui. I casi di violenza sessuale accertati ora sono saliti a quattro e sono stati ricostruiti e documentati dai carabinieri della compagnia di Desio che hanno ripercorso tutte le tappe della vicenda che nel febbraio 2016, grazie alla denuncia di una madre, aveva già condotto all'arresto dell'uomo con l’accusa di violenza sessuale e detenzione di materiale pedopornografico.

Lo scorso anno l’uomo era già finito in manette in seguito a un caso di violenza accertata su una ragazzina di Solaro, una 23enne sugli abiti della quale i carabinieri hanno rinvenuto tracce utili per identificare l'autore della violenza. Le vittime del “mostro” però sono state molte di più e ora gli inquirenti hanno contestato al 40enne, che si trovava già in carcere, anche altre tre violenze.

A far scattare le indagini seguite dal Nucleo Operativo Radiomobile della compagnia di Desio è stato proprio il racconto-denuncia della mamma di una delle giovani violentate, l’unica ragazzina brianzola a essere caduta vittima del maniaco. Insieme alla ragazza, oggi 18enne ma all’epoca dei fatti minorenne, altre due ragazze sono state ricattate e costrette ad avere rapporti sessuali con il 40enne: si tratta di una 17enne residente nel Napoletano che avrebbe incontrato l’uomo tre volte e sarebbe stata costretta a rapporti sessuali con lui e di una ventunenne milanese, l’unica maggiorenne tra le vittime e l’unica a incontrarlo una sola volta.

Per costringere le vittime a non raccontare a nessuno delle violenze l'uomo le minacciava, paventando di rendere pubblici gli scatti o di spedire le fotografie ai genitori.

Gli incontri sono avvenuti tutti a casa delle ragazze: in un caso, in uno scantinato. Durante le indagini i carabinieri hanno rinvenuto sul computer dell’uomo, sul suo smartphone e su una chiavetta digitale centinaia di immagini e video di ragazze in pose osè, molte delle quali "saccheggiate" proprio dai social.

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