Sequestra una donna, la picchia per tutta la notte e la violenta nella sua roulotte: arrestato

A seviziare la vittima, 42 anni, è stato il compagno della donna che ora è ricoverata in ospedale con il palato fratturato, lividi e lesioni in tutto il corpo

Foto da archivio

Rinchiusa in una roulotte, segregata per ore dal suo aguzzino che l'ha picchiata fino a sfinirla e coprirla di lividi, violentandola fino all'alba. Un incubo terribile, che ha fatto fatica perfino a raccontare ai carabinieri che l'hanno salvata, riuscendo a mala pena a parlare a causa di una frattura al palato.

Un uomo di 62 anni, di origine romena, senza fissa dimora, è stato arrestato nella mattinata di lunedì per sequestro di persona, violenza sessuale e lesioni aggravate. 

La videochiamata interrotta da un coltello: "Ti uccido"

La nottata da incubo è iniziata intorno a mezzanotte e mezza di domenica 9 giugno. La donna, 42 anni, romena, era al telefono con la figlia che vive a Bari, impegnata in una videochiamata. All'improvviso la telefonata è stata interrotta dalle urla dell'uomo che ha aggredito con un grosso coltello la donna, minacciando di ucciderla. E' stato a quel punto che, terrorizzata e impotente, la figlia ha deciso di chiedere aiuto ai carabinieri ed è partita la richiesta di intervento. I militari di Vimercate, che avevano ricevuto indicazioni sommarie sulla localizzazione della donna, si sono subito attivati per rintracciare l'area da dove poteva essere partita la telefonata. Dopo ore di ricerche, all'alba, hanno trovato una roulotte in stato di abbandono in un campo alle porte di Vimercate, in un'area agricola.

Sequestrata e violentata in una roulotte

All'interno del mezzo gli uomini dell'Arma hanno trovato la donna, priva di forze, con il volto tumefatto e con lividi su tutto il corpo. Insieme a lei c'era anche il suo aguzzino, che è stato arrestato per sequestro di persona, violenza sessuale e lesioni aggravate. La donna è stata soccorsa e trasferita in ospedale a Vimercate. Da qui poi è stata accompagnata alla clinica Mangiagalli di Milano dove sono stati effettuati tutti gli accertamenti necessari e i referti hanno confermato la violenza sessuale. I medici hanno disposto una prognosi di trenta giorno a causa di fratture e lesioni presenti su tutto il corpo. E' stata la stessa donna, convivente con l'uomo da diverso tempo, a raccontare, con difficoltà, a causa della frattura al palato provocata dalle botte, l'inferno che subiva da anni fatto di minacce, violenza e percosse. Un incubo che adesso, con l'uomo in carcere, è solo un brutto ricordo. 

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