Lavoro / Agrate Brianza

Trovato un accordo sindacale: ora si cerca la ricollocazione per i 39 ingegneri brianzoli licenziati

Ecco come si è concluso il caso della Sk Nynix di Agrate, l'azienda coreana che ha licenziato 39 professionisti super specializzati

Per i 39 ingegneri brianzoli della Sk Hynix di Agrate Brianza ci sono novità. Nella giornata di lunedì 26 giugno si è conclusa la vertenza in merito alla chiusura del polo di ricerca e di sviluppo dell’azienda coreana che ha comportato il licenziamento di 39 ingegneri.  È stato sottoscritto un accordo sindacale che garantisce un incentivo economico ai dipendenti, valorizzando l'anzianità lavorativa e assicurando una particolare tutela a donne e over 50. Previsto inoltre un anno di outplacement a disposizione dei lavoratori, tramite primaria società del settore.

Gli uffici di Regione Lombardia hanno seguito il caso sin dall'annuncio della proprietà coreana di cessare la produzione di memorie NAND nello stabilimento di Agrate Brianza con conseguente esubero dell'intero organico formato da 39 lavoratori, in maggioranza ingegneri con elevata qualificazione. Nella giornata di lunedì 26 giugno, dopo un lungo lavoro di Regione Lombardia con la società e le parti sindacali, si è raggiunta l'intesa, scongiurando esiti traumatici sul piano occupazionale e sociale.

"Sono orgogliosa del risultato raggiunto - ha commentato Simona Tironi, assessore regionale all’Istruzione, Formazione e Lavoro - anche grazie alla costante attività di mediazione svolta dalle funzioni regionali competenti. Ringrazio le parti per le reciproche aperture che hanno reso possibile l'accordo e confermo la piena disponibilità di Regione Lombardia, attraverso i Centri per l'Impiego e Afol Monza Brianza, nel sostenere i lavoratori con gli strumenti e le misure di politica attiva del lavoro disponibili, in particolare il programma GOL, affinché tutti tornino al lavoro al più presto".

"Regione Lombardia, attraverso le competenti Direzioni Lavoro e Sviluppo Economico - ha concluso - segue con attenzione le dinamiche e gli sviluppi di un settore chiave per l'economia lombarda e nazionale quale quello della microelettronica e della produzione di semiconduttori e proseguirà il confronto con le varie aziende del territorio, al fine di promuovere la ricollocazione dei lavoratori Sk Hynix e non disperderne le importanti professionalità".

“L’accordo sindacale che è stato siglato prevede la possibilità di uscita solo ed esclusivamente tramite l’adesione volontaria dei lavoratori che riceveranno un’incentivazione economica all’esodo in proporzione della maggiore anzianità aziendale e di altri fattori che determinano maggiore difficoltà nella ricollocazione come l’anzianità anagrafica e il genere femminile”, spiegano dalla Filcams Cgil di Monza e Brianza.

Oltre all’incentivazione la Filcams ha contrattato un servizio di supporto alla ricollocazione con costi a carico aziendale. Gli esuberi si sono ridotti a 28 poiché 10 Ingegneri si sono già ricollocati presso altre aziende del territorio. E di questi 28 ingegneri elettronici, 16 verranno assunti da STMicroelectronics, altri 5 hanno trovato altre ricollocazioni e 7 sono alla ricerca di occupazione.

“Abbiamo registrato dall’inizio alla fine della negoziazione sindacale un livello di partecipazione e impegno da parte dei lavoratori elevato e sicuramente questo ha fatto la differenza”, commentano i dirigenti sindacali della Filcams Cgil in Brianza, che aggiungono: “Vogliamo ringraziare per l’attenzione e il supporto anche tutti i livelli istituzionali coinvolti, il sindaco di Agrate, il presidente della provincia di Monza e Brianza, la giunta e il consiglio regionale della Lombardia, in particolare gli assessori allo Sviluppo economico Guido Guidesi e al Lavoro Simona Tironi per i tentativi diplomatici effettuati nell’interesse dei lavoratori e del territorio. Tuttavia – aggiungono dalla Filcams – esprimiamo la nostra amarezza per il mancato raggiungimento dell’obiettivo pieno della ricollocazione di tutti i 39 ricercatori che, attraverso l’iniziativa di partecipazione e mobilitazione, era stata proposta dalla delegazione sindacale alle aziende del territorio e in particolare ad Stmicroelectronics che aveva mostrato interesse e disponibilità ad acquisire professionalità e assets. Proposta che si è scontrata con l’indisponibilità dell’azienda coreana”.

“È urgente – aggiungono dalla Filcams Cgil in Brianza – attivare nuovi strumenti normativi a tutela dei lavoratori e dei territori che sono vittima delle decisioni delle multinazionali che non tengono in considerazione gli obblighi di responsabilità sociale stabiliti dall’articolo 41 della nostra Costituzione. È necessario – concludono – una politica industriale che sappia attrarre investimenti e stabilisca relazioni sane di confronto tra istituzioni, aziende e rappresentanti dei lavoratori per sostenere un’occupazione di qualità in settori strategici come quello della microelettronica”.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Trovato un accordo sindacale: ora si cerca la ricollocazione per i 39 ingegneri brianzoli licenziati
MonzaToday è in caricamento