Sarti, panettieri, lavandaie e spazzacamini: valgono 7 miliardi all'anno in Lombardia

I mestieri storici "resistono", anche se il settore "trainante" è l'agricoltura e la Lombardia è la settima regione italiana

Il panettiere, la lavandaia, il sarto e tanti altri: mestieri "di una volta" che però non sono affatto morti, anzi. In Italia si parla di 733 mila imprese che danno lavoro a 862 mila addetti. Il business annuale è di 30 miliardi di euro, di cui 7 in Lombardia. Lo "certifica" la Camera di Commercio Mi-Mb-Lo.

Il settore agricolo "domina" questo settore con 632 mila imprese in Italia, segue la produzione di pane e dolci (quasi 30 mila imprese), poi il commercio tradizionale con tessuti, le lavanderie, i sarti, i commercianti di pesce, di tessuti o di fiori e gli artigiani del legno (ne resistono 3 mila). 

Puglia, Sicilia e Campania conquistano il podio italiano, mentre la Lombardia è settima con 49 mila imprese. Nessuna provincia lombarda tra le prime dieci (in testa Bari), ma la nostra Regione si "difende bene" per gli imprenditori under 35 impegnati negli antichi mestieri: 54 mila in Italia, di cui 3.688 in Lombardia (quarta Regione italiana). La Lombardia è invece prima per gli imprenditori stranieri che operano in questi settori: 3 mila su 6 mila in Italia. Giovani e stranieri che intraprendono un'attività in questi settori sono in crescita: rispettivamente +3,9 e +4,1% rispetto al 2017.

I dati lombardi

La Lombardia vede quasi 49 mila imprese impegnate in antici mestieri, con 100 mila addetti e un giro d'affari di 7,3 miliardi di euro. Al primo posto Milano (8.293 imprese e 26 mila addetti), seguita da Brescia (7.964 imprese e 12 mila addetti) e Mantova (6.844 imprese e circa 8 mila addetti). In regione giovani imprenditori nei mestieri tradizionali sono 3.688, gli stranieri 2.917, le imprese femminili ammontano a 6.947 unità e 1 su 5 è un’impresa artigiana (9.782).

Accanto ad agricoltori, sarti, panificatori, lavanderie e aziende di piallatura del legno, si contano in Lombardia tra gli altri oltre 800 tessitori, 700 calzolai, più di 300 ricamatori e aziende di produzione di pizzi e merletti, oltre 250 corniciai, circa 450 imprese tra orologiai e riparatori di gioielli, 226 spazzacamini, una quarantina di artigiani del vetro e più di 50 maniscalchi.

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