Allarme degli artigiani: 3.000 posti di lavoro a rischio in Brianza

L'Unione artigiani di Monza e Brianza denuncia che non basteranno i fondi per la cassa integrazione in deroga decisi dopo l'ultimo accordo siglato in Regione: per i prossimi 6 mesi ci sono 223 milioni, quando le richieste sono già oltre 280 milioni

La crisi morde ancora duro

MONZA In Brianza sono a rischio 3mila posti di lavoro. E’ l’allarme lanciato dall’Unione artigiani di Monza e Brianza dopo che, la scorsa settimana, è stato siglato in Regione l’accordo sulla Cassa integrazione in deroga. I fondi non basteranno e si mettono nuovi paletti per le aziende – è la sintesi degli artigiani brianzoli - e così il rischio è che oltre la metà delle aziende micro, piccole e medie che hanno richiesto e richiederanno la cig in deroga nel 2013 non potranno ottenerla.

Dopo gli ultimi stanziamenti del governo, infatti, la Lombardia ha a disposizione 223 milioni di euro, quando a giugno la richiesta delle aziende ha già sfondato il tetto dei 280 milioni di euro. E mancano ancora 6 mesi, difficili, per arrivare alla fine dell'anno. Questo significa che il 60% delle aziende delle oltre 30 mila che in Lombardia quest'anno potrebbero trovarsi in difficoltà (in 5 mesi sono state 13 mila quelle che hanno chiesto di poter ricorrere alla Cigd) avranno davanti un bivio: provare a reperire risorse in altra maniera o licenziare. Senza contare che almeno 10 mila imprese non potranno neanche far domanda, per la restrizione dei requisiti: sono tagliate fuori tutte quelle che l'hanno già richiesta da aprile 2011 a giugno 2013 per quattro volte.
E la stima dell’Unione artigiani è di 3mila posti di lavoro a serio rischio nella sola provincia di Monza e Brianza.



"Le nostre aziende sono già in difficoltà e questa ulteriore restrizione potrebbe rivelarsi fatale e dare un colpo mortale all'artigianato - spiega il presidente dell'Unione artigiani di Monza e Brianza, Walter Mariani - E' chiaro che non arriveranno più soldi, ma va fatto il massimo per trovare altre strade per rimpinguare il fondo destinato per questi ammortizzatori sociali. Nella nostra provincia sono a rischio migliaia di posti di lavoro e con essi la vita quotidiana di altrettante famiglie".

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