Sabato, 16 Ottobre 2021
Economia

Comuni, ecco l’effetto dei tagli: "In arrivo una nuova tassa"

La legge di stabilità 2015 ha ridotto, per l’ennesima volta, i fondi destinati ai Comuni. Molto probabile, quindi, che le amministrazioni aumentino i tributi locali. Ecco i dati di Monza

Un circolo vizioso senza alcuna via d’uscita. Tutto, a conti fatti, sulle spalle dei cittadini. Il governo taglia ai Comuni, che - per non tagliare sui servizi - aumentano le tasse, che - evidentemente - i cittadini pagano.

Neanche il 2015 sfuggirà alla “regola” e a subirne le conseguenze saranno ancora una volta i contribuenti di tutta Italia, quelli di Monza e della Brianza compresi. 

A spiegare perché, per l’ennesima volta, i Comuni sono in difficoltà è l’ufficio studi della Cgia di Mestre, che ha elaborato i dati presentati nei giorni scorsi dal Ministero degli Interni sul proprio sito internet.

“Con la riforma del federalismo municipale del 2011 - spiega l’associazione degli artigiani e delle piccole e medie imprese - sono stati quasi del tutto aboliti i trasferimenti ai Comuni, sostituti da un apposito Fondo perequativo. Tale fondo, denominato ‘Fondo di solidarietà comunale’, si aggiunge alle entrate proprie dei Comuni, che comprendono l’Imu, la Tasi, la Tari e l’addizionale Irpef”.
 
“Con la Legge di Stabilità 2015 - ricostruisce la Cgia - c’è stata una riduzione del fondo di 1,2 miliardi di euro, ai quali si aggiungono altri 288 milioni di euro di tagli previsti da altre disposizioni di legge”. 

Risultato? Tutti i Comuni nel 2015 incasseranno meno di quanto previsto. E per questo, spiega il segretario della Cgia Giuseppe Bortolussi, “è quasi certo che i sindaci saranno costretti ad aumentare i tributi locali. Cosicché, Tasi, Imu e Tari rischiano anche quest’anno di subire l’ennesimo aumento, penalizzando le famiglie e soprattutto gli artigiani, i commercianti e i piccoli imprenditori”. 

L’amministrazione comunale di Monza, per effetto della spending review 2015, troverà nelle proprie casse 3.763.445 milioni di euro in meno. Tradotto: ogni cittadino rischia di dover pagare, entro fine anno, una “nuova tassa” da 31 euro. 

Una "nuova tassa" - o un aumento di quelle già esistenti - da pagare al Comune. E al governo. 

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