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La produzione Candy

La produzione Candy

Stabilimento chiuso in Cina, in Brianza si lavora di più e Candy "delocalizza" a Brugherio

Nello stabilimento brianzolo verranno prodotti 10mila pezzi in più a fronte della chiusura del sito produttivo cinese. Per gli operai quindi più ore di lavoro e meno cassa integrazione

Da Brugherio alla Cina e da Jinling, nuovamente in Brianza. Dalla fine del mese di febbraio Haier (il colosso cinese che nel 2018 ha acquistato il gruppo Candy dalla famiglia Fumagalli) ha incrementato la produzione di lavatrici nel sito brianzolo di 10mila unità. Migliaia di pezzi che lo stabilimento cinese, situato nella Regione del Guandong, nella Repubblica Popolare Cinese, momentaneamente non riesce più a produrre a causa del rallentamento imposto per l'emergenza Coronavirus.

Il segmento di produzione è stato trasferito a Brugherio dove dalla fine di febbraio (e per tutto il mese di marzo) gli operai lavorano di più per fronteggiare la crescita del volume produttivo. "La nuova proprietà cinese aveva deciso di riportare in Italia la produzione di 100mila lavatrici" spiega Pietro Occhiuto segretario generale della Fiom Cgil Monza e Brianza, testimoniando l'attenzione che il colosso del settore degli elettrodomestici aveva dedicato allo stabilimento di Brugherio attivo dal 1961. "La novità riguarda la chiusura imposta dal coronavirus dello stabilimento in Cina che ha fatto trasferire in Italia la produzione di 10mila pezzi". 

Produrre più lavatrici per gli operai in cassa integrazione della Candy - che sono circa 430 - significa lavorare di più. Una boccata d'ossigeno in un contesto occupazionale difficile. Attualmente i dipendenti sono presenti in fabbrica due o tre giorni alla settimana ma grazie all'aumento della produzione ora si può contare su una terza - e in alcuni casi - una quarta giornata lavorativa aggiuntiva. "Questo incremento sicuramente ha una ripercussione positiva sulla retribuzione dei lavoratori" aggiunge Occhiuto. Per pensare a un miglioramento delle condizioni lavorative però bisogna guardare oltre e pensare a investimenti e incrementi produttivi a lungo termine.

"L'obiettivo è portare a 450mila pezzi il volume della produzione a Brugherio, 50mila pezzi in più rispetto all'anno scorso. Un aumento dei livelli produttivi che in previsione del 2021 potrebbe arrivare a 500mila lavatrici" ha spiegato il rappresentante sindacale testimoniando "l'attenzione che la nuova proprietà ha fin da subito dedicato allo stabilimento di Brugherio". Che si spera possa presto tornare ai livelli e ai numeri di un tempo. 

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