Carrier, l'ultima speranza resta la reindustrializzazione del sito

I vertici aziendali non revocano la decisione in merito all'interruzione della produzione entro giugno che comporta il licenziamento di 212 lavoratori

Il presidio continuo davanti ai cancelli della Carrier (Foto da Fb A. Brigo)

Sono giorni duri per i dipendenti della Carrier di Villasanta.

Giorni di attesa e di rabbia.

Giorni di presidio davanti ai cancelli, di manifestazioni, per dimostrare che non ci si arrende tanto facilmente.

Dal fatidico momento dell’annuncio da parte dell’azienda dell’interruzione della produzione del sito brianzolo entro giugno per gli operai è sempre stata una battaglia.

Non c’è più la speranza di un dietrofront dei vertici perché la decisione della multinazionale non verrà revocata ma le parti sociali sperano nel salvataggio dei 212 dipendenti grazie alla reindustrializzazione dell’area, un traguardo però difficile da raggiungere.

La multinazionale americana ha garantito solo l’impegno, della durata di un anno, a vincolare la vendita del sito industriale all’assunzione del personale licenziato.

La sfida è trovare un acquirente interessato al terreno disposto ad assumere anche i dipendenti.

Se così non fosse i 212 lavoratori della Carrier di Villasanta avrebbero come alternativa il licenziamento, la cassa integrazione e per i più fortunati un ricollocamento nel mercato del lavoro sempre più senza prospettive.

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