Covid, consumi paralizzati. Gli imprenditori monzesi: "Tagliare cuneo fiscale e Iva"

Il coronavirus ha paralizzato i consumi, ecco come potrebbero essere rilanciati: il sondaggio della Confcommercio

Rilanciare i consumi attraverso la riduzione del cuneo fiscale, ma anche attraverso interventi sull'Irpef e le aliquote Iva. È quanto emerge da un sondaggio della Confcommercio di Milano-Monzae Brianza e Lodi; sondaggio realizzato nel mese di luglio con le risposte di oltre 865 imprese, 130 made in Brianza. In particolare hanno risposto all'indagine gli imprenditori della ristorazione (24%) e dei negozi non alimentari (23%).

A imprese e professionisti, invece, è stato chiesto di valutare quali interventi su fisco e costo del lavoro potessero risultare più efficaci per rilanciare consumi paralizzati dall’effetto della pandemia. Le soluzioni avanzate sono state diverse: dalla riduzione delle aliquote Irpef, al taglio del cuneo fiscale, dell’Iva, all’introduzione della flat tax (con aliquota non superiore al 24%, come l’Ires per le società di capitale).

Gli imprenditori chiedono meno costi per aziende e lavoratori.

La riduzione del cuneo fiscale è la misura giudicata più efficace dal 50% degli operatori, il 28% la riduzione dell’Irpef, il 22% la riduzione delle aliquote Iva. Più soldi da spendere con il taglio del costo del lavoro – il carico fiscale e contributivo pesa per il 47% - lo auspicano in particolare ristorazione (64,7%); trasporti e logistica (62,5%); dettaglio alimentare (59,1%); ingrosso non alimentare (57,6%); servizi alla persona (53,7%).

Ma l’86% di chi ha risposto all’indagine ritiene soprattutto che non sia sufficiente una sola misura per rilanciare la domanda, bensì che occorra un mix fra riduzione del cuneo fiscale, dell’Iva e taglio dell’Irpef (52%) o almeno due di questi provvedimenti (34%).

Riduzione Iva e Irpef

L’intervento per ridurre le aliquote Iva è particolarmente richiesto da alcune categorie: distribuzione carburanti (58,3%) e comparto dell’automotive (40%); negozi non alimentari (35,8%); ambulanti (31,7%). In beve: ridurre l’Iva è considerato più efficace dove la domanda è sensibile alla variazione del prezzo (autoveicoli, distribuzione moda). 

L’intervento sull’Irpef è in particolare auspicato da ingrosso alimentare (46,7%); servizi alle imprese (43,4%); turismo (agenzie viaggio, tour operator, guide – 42,1%).

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Le categorie meglio disposte all'eventuale introduzione di un regime di flat tax sono: distributori carburanti, ingrosso alimentare, dettaglio alimentare, agenti e rappresentanti di commercio.

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