Il baratro della crisi in Brianza: le difficoltà non demordono

Il quadro che emerge dall'analisi della Fim Cisl Monza Brianza Lecco per il territorio registra un aumento delle aziende che si rivolgono a procedimenti di mobilità

La fotografia della crisi in Brianza è ancora negativa. Sono 199 le aziende coinvolte in processi di crisi o difficoltà nel periodo che va da luglio a dicembre 2014, 11.030 gli addetti e 7.057 i lavoratori legati ad ammortizzatori sociali.

I numeri che delineano la critica realtà economica brianzola emergono dal monitoraggio curato dalla Fim Cisl Monza Brianza Lecco per il territorio: le cifre sono in leggero calo rispetto al semestre precedente dove le aziende e gli addetti coinvolti erano una percentuale più elevata.

In rialzo purtroppo è il dato relativo al numero di aziende (+ 53,49%) e dei lavoratori (+ 69,38%) toccati da procedimenti di mobilità e interessati ai contratti di solidarietà accanto a quindici aziende fallite e 928 lavoratori licenziati. Sono invece sempre troppo poche le realtà in controtendenza con segnali positivi e così in salute da assumere dipendenti.

“Questa crisi ha prodotto non solo conseguenze di rallentamento dell’attività produttiva ma si è anche sovrapposta alla debolezza strutturale del nostro apparato industriale e alla mancanza di “un sistema Paese” in grado di dare risposte coese, l’instabilità politica dell’Italia non ha consentito sino ad oggi di dare maggiore attenzione alle tematiche industriali e del lavoro. Vanno attuate politiche pubbliche di sostegno agli investimenti e all’acceso al credito, condizionate da programmi di consolidamento industriale e piani sociali per l’occupazione da parte delle imprese” si legge nella nota che accompagna i dati.

Positiva secondo l’organizzazione sindacale è il presidio permanente di tavoli di confronto avviati in sede regionale e nazionale per il rilancio dell’Occupazione ICT nel Vimercatese per cui sta lavorando a un Protocollo. Tra le quattro aree metalmeccaniche brianzole di Vimercate, Desio, Carate e Monza quella che registra una maggiore difficoltà e il numero più alto di dipendenti in crisi è il Vimercatese, seguito dal più alto numero di imprese in crisi registrato a Desio a cui fanno da coda Carate e Monza.

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I DATI - Per quanto riguarda il settore metalmeccanico sono 79 aziende (erano 100) che fanno uso della cassa integrazione guadagni ordinaria (CIGO) e 1.598 gli addetti coinvolti (erano 2.055), 26 le aziende (erano 25) con l’utilizzo di cassa integrazione guadagni straordinaria (CIGS) per 3.778 addetti coinvolti (erano 2.020), 13 aziende (erano 12) con l’utilizzo dei contratti di solidarietà (CdS), 61 le aziende (erano 94) con l’utilizzo di cassa integrazione in deroga mentre sono 43 le aziende (erano 20) che hanno utilizzato la procedura di mobilità (licenziamenti) con 1.339 addetti (erano 410).

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