Lavoro, la ripresa stenta: sale a 12mila il numero dei lavoratori in crisi

Rispetto al primo semestre del 2012, vi è una diminuzione del numero delle aziende coinvolte da processi di crisi ma non del numero degli addetti (+738). In aumento anche le richieste di cassa integrazione

La ripresa fatica in Brianza

MONZA - Diminuiscono le aziende coinvolte in processi di crisi, ma aumenta il numero degli addetti. Questo il dato più significativo che emerge dall’analisi della Fim Cisl Brianza riguardo alla situazioni di crisi settore metalmeccanico in Brianza. In tutta la Brianza in questo secondo semestre sono 311 (contro le 346 del semestre precedente) le aziende industriali ed artigiane coinvolte da processi di crisi e/o difficoltà con un totale in queste realtà di 11.955 (erano 11.217) addetti occupati e di 8.179 (erano 8.039) addetti coinvolti dall’utilizzo di “ammortizzatori sociali.

Nello specifico i dati relativi alla cassa integrazione evidenziano un aumento del numero delle aziende e dei lavoratori coinvolti che ha richiesto e utilizzato la cassa integrazione ordinaria e quella straordinaria, mentre è diminuito il numero di aziende e i lavoratori coinvolti con il ricorso alla cassa integrazione in deroga.

I dati diffusi dall Cisl Fim parlano di 141 aziende (erano 136 nel primo semestre 2012) con l’utilizzo di cassa integrazione guadagni ordinaria (CIGO) e 4.387 addetti coinvolti (erano 3.909).
Ventisette invece le aziende che hanno fatto ricorso alla cassa integrazione guadagni straordinaria (erano 23) e contratti di solidarietà. Mentre sale a 2.830 il numero degli addetti coinvolti (erano 2.510). 138 le aziende (erano 185) che hanno utilizzato la cassa integrazione in deroga con 701 addetti coinvolti (erano 1.347).

Numeri che secondo il sindacato devono far riflette le istituzioni. “Vanno attuate – si legge nella nota diffusa dal Cisl Fim- politiche pubbliche di sostegno agli investimenti e all’accesso al credito, condizionate da programmi di consolidamento industriale e piani sociali per l’occupazione da parte delle imprese.
Va tutelata e sostenuta l’occupazione che costituisce insieme patrimonio professionale e di conoscenza per le aziende e preziosa ricchezza per il nostro territorio con l’utilizzo di strumenti alternativi ai licenziamenti e con l’attuazione di politiche attive del lavoro e di riqualificazione”.

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