Artigiani, positivi i dati nel secondo semestre 2016: in crescita la produzione e il faturato

Continua la "lenta risalita" nel settore dell'artigianato a Monza e in Brianza

I dati delle imprese artigiane brianzole (foto Repertorio)

Scenario in miglioramento per l'artigianato brianzolo nel secondo trimestre del 2016, in termini di fatturato, produzione e ordini, ma restano prudenti le aspettative degli artigiani. Lo rende noto l'ufficio studi della camera di commercio di Monza-Brianza. La variazione tendenziale della produzione manifatturiera artigiana registrata nel secondo trimestre è positiva (+2,1%), così come quella congiunturale rispetto al primo trimestre del 2016 (+0,5%). Il fatturato mostra rispettivamente una crescita del 3,5% e dello 0,7%. Segno più anche sugli ordini: +1,3% e 0,3% rispettivamente. Crescono soprattutto gli ordini dal mercato internazionale (+1,6% rispetto al primo trimestre 2016).

Positivo anche il "saldo" tra entrate e uscite nel mondo del lavoro: tre punti percentuali in favore delle entrate. Il tasso d'ingresso è stato dell'1,4%, quello d'uscita dell'1,1%. La richiesta di cassa integrazione ha riguardato il 3,4% delle imprese artigiane brianzole (era l'1,9% nel primo trimestre 2016) e la quota di ore Cig (cassa integrazione guadagni) sul totale del monte ore resta fermo allo 0,2%.

Prudenti, si diceva, le aspettative per il terzo trimestre: chi aspetta un miglioramento dell'andamento della produzione è ora il 12,9% (era il 22,8%), mentre soltanto l'8,6% degli imprenditori prevede un aumento di domanda interna. "I dati che abbiamo analizzato sono positivi anche se vanno contestualizzati all’interno di uno scenario che ancora desta qualche preoccupazione, a partire dalla situazione internazionale. Si tratta di elementi che finiscono con l’andare a impattare sul sistema economico e imprenditoriale e sulle aspettative degli imprenditori artigiani", ha diciarato Gianni Barzaghi, membro di giunta della camera di commercio: "La sensazione percepita e vissuta nella quotidianità dalle nostre imprese è che la crisi sia quasi giunta al suo termine ma che la ripresa stenti a consolidarsi. La strada che le nostre imprese stanno percorrendo in questo periodo è ancora impegnativa, ma comunque in discesa rispetto al passato. Ora più che mai è quindi doveroso potenziare tutti gli strumenti necessari per supportare il sistema locale delle imprese e, in particolare, le piccole e medie aziende che costituiscono il tessuto imprenditoriale dell’artigianato manifatturiero brianzolo".

"All’interno di uno scenario di crisi, l’artigianato si è difeso, e continua a difendersi, soprattutto grazie al lavoro, all’abnegazione e al coraggio dei nostri imprenditori", ha dichiarato Walter Mariani, membro di giunta della camera di commercio: "Questi dati, che possono essere sicuramente interpretati come un rafforzamento del processo di recupero, dovranno tuttavia trovare conferma nei prossimi mesi. La ripresa autunnale delle attività produttive artigiane, dopo la sosta estiva, si presenta, infatti, come un momento delicato e importante in vista della chiusura dell'anno, in termini sia di risultati che di prospettive".

Gli artigiani chiedono di ridurre la burocrazia e i suoi effetti nocivi, così come di alleggerire il carico fiscale e favorire l'accesso al credito. "Non si riscontrano segnali capaci di imprimere fiducia per le imprese", è l'opinione di Sandro Mauri, consigliere della camera di commercio, che pone l'accento sulla necessità di "incrementare quella parte della busta paga destinata a rimanere nelle tasche del lavoratore", per esempio detassando straordinari e superminimi. 

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Rispetto al 2005 (posto 100 il valore medio di quell'anno), l'indice di produzione nel secondo trimestre 2016 è pari a 69,8. E il tasso di utilizzo degli impianti è del 63,7%. Il valore indice del fatturato (sempre rispetto al 2005) è invece 70,8. Quanto alle aspettative, è pari all'8,6% la percentuale di imprenditori che prevede un aumento della domanda interna nel terzo trimestre, mentre il 64,2% si aspetta una stabilità. Il 13,6% prevede invece un aumento di domanda dall'estero. Il 91,7% degli imprenditori prevede infine stabilità nell'occupazione.

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