FIM Cisl Monza Brianza, approvato documento sul contratto sindacale e riorganizzazione interna

Il testo del documento approvato a Triuggio il 15 ottobre 2012

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di MonzaToday

TRIUGGIO - Il Direttivo territoriale della Fim Brianza riunito il 15 ottobre a Triuggio, sentite le relazioni e il dibattito esprime le seguenti considerazioni in merito al rinnovo del CCNL e alla riorganizzazione della Cisl.
In particolare sul tema molto delicato relativo alla carenza di malattia (3 giorni), si prende atto che le richieste di Federmeccanica sono in linea con quelle fatte anche nei precedenti rinnovi.
Il direttivo condivide quanto sostenuto dalla delegazione sindacale al tavolo della trattativa che ha ricordato la propria indisponibilità a modifiche sul punto relativo alla carenza di malattia e ha ribadito che il problema deve essere affrontato in modo diverso.
Vanno tutelati innanzitutto i lavoratori ammalati, innalzando le tutele per le malattie lunghe, anche perché sull’assenteismo “cosiddetto anomalo” è già presente da diversi anni (dal 1995) nel contratto nazionale un sistema sanzionatorio per le malattie brevi e ripetute che si può, eventualmente meglio precisare.
Pertanto, si conferma l’obiettivo di rafforzare la tutela delle malattie lunghe con la richiesta, contenuta nella piattaforma Fim e Uilm, di una integrazione economica a carico aziende,
finalizzata anche a favorire la maturazione dei contributi nei periodi in cui l’attuale normativa in merito non riconosce la contribuzione ai fini pensionistici. Questo consentirebbe di dare una risposta positiva, rispetto alla recente riforma pensionistica che ha allungato la permanenza al lavoro, aiutando i lavoratori gravati da malattie lunghe che altrimenti si vedono allontanare ancor più la maturazione del diritto alla pensione.
Non si è d’accordo e si esprime contrarietà invece, a misure che colpiscono tutti gli ammalati con strumenti che finirebbero per colpire solo nel mucchio l’insieme delle lavoratrici e dei lavoratori.
Il tema della malattia non va dimenticato che è stato ed è ancora oggi una grande conquista sindacale che tutela i lavoratori, rischia di essere visto solo come un costo e non come una protezione sociale verso chi in certi momenti della vita risulta essere più debole.
Il rinnovo del contratto che è in scadenza a fine anno, deve essere un impegno e un obiettivo per la Fim da perseguire ponendo molta attenzione al merito e ai contenuti, in particolare a fronte delle distanze che si sono evidenziate tra le parti su salario, orario di lavoro e tutele per malattia, vanno ricercate le necessarie mediazioni, in linea con le richieste contenute nella piattaforma e capaci di dare le giuste risposte alle attese delle lavoratrici e dei lavoratori.
Per quanto riguarda la riorganizzazione, si chiede che la stessa venga attuata tenendo conto di alcune necessità evitando come in parte sta avvenendo un eccesso di centralizzazione delle decisioni in un dibattito non ancora diffuso in tutti i livelli dell’Organizzazione.
La riorganizzazione è in prospettiva sicuramente necessaria e serve anche per rispondere ad una razionalizzazione delle risorse economiche che devono essere reinvestite e destinata prioritariamente al territorio (la nostra “prima linea” dell’azione sindacale).
I previsti accorpamenti territoriali delle attuali UST, devono tener conto in modo prioritario, così come fatto a seguito della riforma organizzativa di Montesilvano, di avvicinare il sindacato al territorio, alle lavoratrici e ai lavoratori, alle pensionate e ai pensionati.
L’allargamento territoriale delle UST deve essere costruito tenendo conto di questa necessità e il progetto organizzativo deve avere il tempo necessario, così come si sta delineando nei percorsi di accorpamento tra le categorie, per costruire le giuste e corrette integrazioni affrontando anche tutti i problemi organizzativi conseguenti.
Si ritiene non corretto forzare i tempi verso una istanza congressuale unica dei territori accorpati sin dal prossimo congresso, ma lo stesso deve essere fatto con la situazione attuale prevedendo già in sede congressuale i tempi definiti per la costituzione del nuovo territorio e le sue modalità di integrazione (numeri dei componenti delle segreterie, dei direttivi/consigli generali, ecc.)
Il direttivo condivide le scelte degli esecutivi di FIM e Femca riuniti in forma congiunta l’8 ottobre scorso e condivide le decisioni operative adottate per avviare da subito una intensa
collaborazione ed integrazione finalizzata alla costituzione di un'unica federazione dell'industria.
Approvato all’unanimità

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