Economia

Caso Gianetti: l'azienda pronta a licenziare, Fiom Cgil non si arrende. E il presidio continua

Situazione molto tesa. Il sindacato assicura che al 21 settembre non sono ancora partite le lettere di licenziamento

Per adesso nessuna lettera di licenziamento ai dipendenti della Gianetti Ruote. La conferma dalla Fiom Cgil, anche se la situazione è molto tesa. L’azienda ha annunciato la chiusura e all’orizzonte ci sono poche possibilità di trattazione e di salvataggio dei posti di lavoro. Ma Fiom Cgil non si arrende.

“Per noi la partita non è chiusa - dichiara Pietro Occhiuto, segretario generale della Fiom Cgil Brianza -. Il 5 ottobre ci sarà la terza udienza al Tribunale di Monza per inficiare la procedura di licenziamento collettivo”. Una lettera che i 152 dipendenti dello stabilimento di Ceriano Laghetto avevano ricevuto all’inizio di luglio attraverso un’email.

Nel frattempo la protesta prosegue, con il presidio davanti ai cancelli della ditta che ormai continua ininterrottamente da quasi tre mesi.

“Il confronto che abbiamo avuto nei giorni scorsi con i vertici dell’azienda si è concluso con un mancato accordo”, prosegue Occhiuto. L’azienda ha detto no a qualsiasi proposta che impedisse la chiusura della fabbrica brianzola. Rigettando al mittente le proposte di adottare quegli ammortizzatori sociali che permettevano la reindustrializzazione del sito, scongiurando così il licenziamento di 152 dipendenti.

Fiom Cgil non si arrende e chiede un immediato intervento del Governo. “Chiediamo al  Ministero dello Sviluppo Tecnologico che riconvochi immediatamente il tavolo di confronto - aggiunge -. Bisogna individuare soluzioni che garantiscano la ripresa e la prosecuzione dell’attività lavorativa. I lavoratori e le lavoratrici della Gianetti sono vittime dell’arroganza dell’azienda che li sta condannando a uno sconfortante destino”.

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