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Martedì, 30 Novembre 2021
Economia

Il futuro della casa…respira

Si chiama LIAR ed è un progetto internazionale, in cui è coinvolta anche l’Università di Trento, finanziato dall’Unione Europea per l’edilizia del futuro. Esperti e ricercatori stanno lavorando a un mattone formato da cellule sintetiche in grado di interagire con l’esterno per produrre energia e non solo. Le case somiglieranno a veri e propri organismi viventi

Moltissimi nuovi prodotti lanciati sul mercato dimostrano come le case smart siano sempre più una realtà che una visione futuristica dell’abitare: ma dopo la rivoluzione della domotica, cosa dobbiamo ancora aspettarci? Lo scenario messo in campo dal progetto LIAR (Living Architecture) è quello di una casa vivente, che si comporta proprio alla stregua di un organismo. Non è fantascienza ma il possibile frutto di un lavoro che sta vedendo cooperare istituti di ricerca e università internazionali, tra cui quella di Bristol, quella di Newcastle e quella dell’italiana Trento.

Il mattone che si sta riproducendo in laboratorio è costituito da cellule sintetiche, create e controllate in remoto dall’uomo, in grado di reagire agli agenti esterni, come il sole, l’aria e l’acqua. Le varie parti del muro del futuro saranno organizzate come le camere dello stomaco delle vacche, ognuna con una sua specifica funzione e collaborative fra loro.

Le prossime case di Monza (link per cercare casa a Monza), così, costruite con i mattoni di LIAR, progetto per altro finanziato dall’Unione Europea con 3,2 milioni di euro, saranno in grado di fare molte cose. La capacità dei mattoni di reagire al sole li renderà anche in grado di produrre energia elettrica; inoltre sapranno riciclare le acque reflue e l’aria in modo tale da produrre l’ormai raro fosfato per la creazione di innovativi detergenti. Delle prospettive già promettenti per l’edilizia residenziale, ma che potrebbero avere anche grosse possibilità per i rivestimenti di realtà più grandi come gli edifici commerciali o le fabbriche.


 

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