L'INPS a passo di gambero sulla strada di Monti

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di MonzaToday

Con la recente circolare n.16/2013, l’INPS ripristina il diritto ad andare in pensione di vecchiaia con 15 anni di contributi se questi sono stati maturati entro il 31/12/1992. Un diritto che, in modo palesemente incostituzionale, l’Istituto aveva deciso di negare in applicazione della cosiddetta “Riforma Fornero”, mostrandosi zelante  seguace della “Spending Review” oltre le più rigide intenzioni dello stesso Professor Monti. Seguendo le istruzioni dettate dai documenti ufficiali dell’Istituto e da apposite video-conferenze, si sono date così informazioni ai cittadini interessati, che sono state poi cancellate in poche righe dalla stessa dirigenza che portava la responsabilità di aver interpretato scorrettamente le norme.

Come mai non viene chiamato a rispondere chi ha sbagliato?

Ma tanto zelo non è nuovo per il nostro caro INPS, che si era distinto ad esempio per un’interpretazione eccessivamente restrittiva già alla fine anno 2012, con la sua circolare n.149 in seguito alla quale, prendendo in esame i redditi familiari invece che quelli personali degli Invalidi Civili, decideva di negare migliaia di pensioni di Inabilità Civile. Anche in questo caso si rendeva necessario un messaggio del Direttore Generale per smentire clamorosamente la frettolosa interpretazione .

Come mai queste repentine marce indietro?

Il malizioso sospetto è che con una così rigida e zelante interpretazione delle norme l’INPS rischiava di fare cattiva pubblicità al Governo Monti proprio nel corso della campagna elettorale. E per questo difficilmente l’Istituto guidato da Mastrapasqua avrebbe ricevuto attestati di gratitudine!

Forse trova posto in questo scenario anche l’irrituale e frettoloso invio delle lettere che l’INPS sta spedendo ai  cosiddetti “65.000 esodati”.  In queste lettere (definite “generiche” dallo stesso Istituto) si comunica ai destinatari che essi possono denominarsi “salvaguardati”, ma ciò non corrisponde in nessun modo alla garanzia di un diritto, visto che la lavorazione di Monitoraggio è ancora in corso e la Graduatoria definitiva di la’ da venire. Ma le elezioni sono a febbraio e occorreva rispettare l’impegno solenne assunto dalla Fornero  in diretta sulla WebTV di Montecitorio il 22 gennaio scorso: ''Le prime lettere per la salvaguardia degli esodati, arriveranno al massimo entro i primi di febbraio, è un mio impegno!”

(vedi ad esempio: www.wallstreetitalia.com/article/1486211/economia/pensioni-fornero-prime-lettere-a-esodati-entro-i-primi-di-febbraio.aspx )

E così, a spese del contribuente, l’INPS spedisce comunicazioni prive di significato, utili solo a creare nei destinatari, potenziali elettori, incaute attese.

L’INPS si è quindi trasformato da ente erogatore di pensioni in agenzia di propaganda elettorale?

 

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