Economia

Caso Gianetti Ruote: adesso i sindacati incontrano il viceministro del Mise

Intanto nella mattinata di martedì 20 luglio oltre 300 lavoratori hanno partecipato al presidio organizzato davanti alla sede della Provincia di Monza

Il presidio dei lavoratori della Gianetti Ruote davanti alla Provincia

Dopo aver manifestato davanti alla sede della Provincia, i lavoratori della Gianetti Ruote tentano di salvare il loro posto chiedendo l’intervento del Governo.

Giovedì  22 luglio alle 18 è previsto un incontro (in videoconferenza) dei sindacati con Alessandra Todde, viceministro del Ministero dello Sviluppo Economico.  All’incontro sono invitati anche i rappresentanti della Regione e la direzione dell'azienda.

L’obiettivo è scongiurare il licenziamento dei 152 dipendenti della storica ditta di Ceriano Laghetto che, all’inizio del mese, hanno trovato la lettera di licenziamento alla fine del turno di lavoro. Fin da subito è partita la mobilitazione: dopo gli incontri in Prefettura, il sostegno dei sindacati e della politica, adesso si tenta la carta del Ministero.

Sindacati uniti e oltre 300 lavoratori scesi in strada

Intanto nella mattinata di martedì 20 luglio erano circa 300 i lavoratori brianzoli del comparto metalmeccanico che hanno manifestato davanti alla sede della Provincia, a Monza. Al presidio era presente anche una delegazione dell’Iveco di Suzzara e della Adac, mentre davanti ai cancelli dell’azienda di Ceriano  Laghetto a dar man forte ai lavoratori sono arrivati i colleghi della Electtrolux di Solaro.

Una mobilitazione generale che ha visto uniti Cgil, Cisl e Uil. I segretari dei sindacati hanno incontrato, insieme ai delegati della Gianetti Ruote, il presidente della Provincia Luca Santambrogio, il vice Riccardo Borgonovo e Dante Cattaneo, vicesindaco di Ceriano Laghetto.

La Provincia intende contattare i vertici tedeschi

“Non si capisce che cosa voglia fare la testa che sta in Germania - dichiara il presidente della Provincia - Vogliamo contattare i vertici tedeschi per sapere se c’è l’intenzione di mettere a breve questa azienda sul mercato. Non abbiamo la forza di un Ministero, ma siamo uno degli enti più vicini al territorio”.

I sindacati non si fermano. “Abbiamo chiesto alla Provincia di farsi parte attiva e di cercare di intervenire nei confronti dei vertici del fondo Quantum, proprietario dell’azienda - hanno dichiarato i dirigenti sindacali al termine dell’incontro -. Purtroppo stiamo assistendo ad altri casi negativi nel settore automotive, c’è il rischio di un effetto domino con conseguenze anche sull’intero indotto, in Brianza e in altri territori”.

L'ansia di 152 lavoratori: "Non sanno quale sarà il loro futuro"

Grande la preoccupazione tra i 152 dipendenti che temono di rimanere in mezzo alla strada. Si ventila la cessione della ditta a un’altra azienda che, nelle scorse settimane, ha dimostrato interesse e un progetto industriale.

“Lo stesso fondo dovrebbe agevolare un eventuale passaggio di consegne - ribadiscono i rappresentanti dei lavoratori - chiediamo alla proprietà di ritirare la procedura di licenziamento e di riaprire lo stabilimento per evitare di perdere clienti".

“Il Governo deve intervenire con forza contro queste multinazionali, che scaricano addosso ai lavoratori i licenziamenti, senza neanche iniziare una discussione con le organizzazioni sindacali”, ha affermato Ferdinando Uliano della segreteria nazionale della Fim anche a nome di Fiom e Uilm.

“Non deve passare il teorema che ci siano dei prezzi fisiologici da pagare e che questo prezzo lo debbano pagare i più esposti e i più deboli - ha dichiarato Alessandro Pagano, segretario generale della Cgil Lombardia - Ogni giorno registriamo casi di aziende che chiudono e licenziano. I problemi ci sono, ma c’è modo e modo di affrontarli. Non si può pensare a licenziamenti di massa per risolvere i problemi dell’economia”.

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