Micron Agrate, miracolo riuscito: nessun lavoratore sarà licenziato

Sono salvi i dodici dipendenti della Micron che rischiavano il licenziamento. Dopo una lunga trattativa tra azienda, lavoratori e sindacati è arrivata la svolta: gli operai verranno ricollocati all'interno di Micron

La protesta dei lavoratori Fiom è servita - Foto da Facebook

Il racconto di un vero capolavoro. La storia di un vero successo, quasi un miracolo. 

Sono salvi i dodici dipendenti della Micron di Agrate che rischiavano il licenziamento. A dare la “buona notizia” - come la definisce lui stesso -, è Pietro Occhiuto, segretario della Fiom Cgil Monza e Brianza. 

“La notizia della svolta positiva sui dodici lavoratori ‎Micron che rischiavano il licenziamento, è una buona notizia - ha scritto su Facebook -. Ottima notizia, frutto della lotta dei lavoratori e della loro determinazione”.

Il merito, però, il sindacalista lo ha voluto dividere con altri compagni di battaglia. “È stato importante anche il contributo delle istituzioni e dei parlamentari locali - ha ammesso -. In primis di Roberto Rampi e Paolo Brambilla”.

Proprio lo stesso Rampi, deputato vimercatese, ha esultato insieme all’amico Occhiuto. “Questa vicenda va raccontata - ha scritto -. Perché dimostra come si può lavorare insieme per un risultato positivo. Lavoratori. Sindacati. Istituzioni. Politica. Ora avanti su questa e su altre vicende”.

I dodici lavoratori che tra una settimana sarebbero stati licenziati, verranno reimpiegati all’interno dell’azienda. Sarà la stessa azienda, secondo quanto si apprende, a comunicare entro breve come e cosa dovranno fare i dipendenti. 

“Venerdì 10 luglio scorso le segreterie nazionali di Fim, Fiom e Uilm sono state contattate telefonicamente dalla direzione del personale Micron - informano le tre sigle sindacali - che le ha informate di aver trovato una soluzione occupazionale interna per tutti i dodici lavoratori in esubero, oggi in cassa integrazione”. 

“La prossima settimana - chiariscono i sindacati - verranno fornite ulteriori informazioni rispetto alle ricollocazioni trovate. La procedura si risolverà presso il Ministero del Lavoro con un accordo tra le parti". 

Ci sarà da aspettare ancora una settimana, quindi, per sapere quale sara il futuro. Quel che conta, però, è che nessuno perderà il posto di lavoro: un vero miracolo se solo si torna con la mente all’aprile 2014, quando i lavoratori a rischio esubero erano più di quattrocento

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