Calano i POS, ma Monza è in controtendenza: + 50%

Un’analisi di CPP Italia rivela come tra 2011 e 2012 il numero di P.O.S. (point of sale) in Lombardia si sia ridotto del 9 %, una percentuale superiore alla media nazionale (-7,84%). I cali maggiori nelle provincie di Milano (-16%) e Bergamo (-12%) mentre Sondrio (+48%) e Monza-Brianza (+49%) si muovono in decisa controtendenza.

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di MonzaToday

La chiusura di molti esercizi commerciali si ripercuote direttamente anche sul calo dei P.O.S., le apparecchiature per effettuare pagamenti con bancomat e carte di credito, che in Lombardia tra 2012 e 2011 sono diminuiti del 9%. Il calo più deciso nella provinciaMilano (-16%), che a livello nazionale riporta la terza peggior performance dopo quelle di Pescara e Aosta (entrambe con un -17%). A rilevare questa tendenza è CPP Italia (www.cppdirect.it), società del gruppo inglese CPP specializzata nella protezione delle carte di pagamento, che nel nostro paese ha oltre 700 mila clienti e assicura più di 3 milioni di carte di credito. 
 
I P.O.S. hanno subito un calo a doppia cifra anche nelle provincie di Bergamo (-12%) ePavia (-10%). Seguono Varese, Como e Mantova, in ognuna della quali il calo delle postazioni per i pagamenti elettronici è stato del 9%, mentre si è attestato attorno al -7% in ciascuna delle province di Lecco e Brescia. Secondo le rilevazioni di CPP Italia il calo dei P.O.S. è stato di appena il 2% a Cremona mentre una lieve crescita dell’1% si registra aLodi. Sicuramente più rilevante è stato l’incremento nelle province di Monza-Brianza(+50%) e Sondrio (+48%), che a livello nazionale si classificano nelle prime due posizioni tra le province con i maggiori rialzi, precedendo Fermo (+40%) e Barletta-Andria-Trani (+25%).
 
“Le possibili cause di queste riduzioni - spiega Walter Bruschi, chairman NE di CPP Sud Europa – sono riscontrabili da un lato nella crisi economica che ha fatto chiudere molti esercizi commerciali, dall’altro in una ingiustificata diffidenza degli italiani nell’utilizzo degli strumenti alternativi al contante, ancora utilizzato nel 90% delle transazioni contro una media europea di circa il 70%”. 
 
“Per invertire questa tendenza 
– aggiunge Bruschi – sarebbe opportuno realizzare delle campagne di ‘educazione’ all’utilizzo consapevole e sicuro della moneta elettronica. Bancomat e carte di credito sono, infatti, molto più sicure del contante: in caso di furto di un portafoglio, ad esempio, il denaro sarà irrimediabilmente perso, mentre le plastic card potranno essere facilmente bloccate. Anche in caso di clonazione, poi, sarà sufficiente denunciare la propria estraneità agli acquisti fraudolenti per vedersi rimborsare le somme ingiustamente addebitate. A tutto questo – conclude Bruschi – si lega il tema più che mai attuale della tracciabilità dei pagamenti e della lotta all’evasione fiscale”.


Allargando l’arco temporale dell’indagine agli ultimi 8 anni, periodo 2004-2012, CPP fa notare che in Lombardia il numero dei P.O.S. è cresciuto del 56% e che il rialzo maggiore si è avuto a Sondrio (+115%), seconda a livello nazionale dopo Crotone (+122%). Al secondo posto in regione c’è Lodi (+81%) e al terzo Cremona, dove gli incrementi si sono attestati attorno al +75%. Seguono Lecco (+74%), Varese (+70%) e Pavia (+62%). In provincia di Bergamo l’incremento delle postazioni per i pagamenti elettronici è stato del 57%, mentre del 53% è stato a Mantova. Nelle ultime tre posizioni troviamo, poi, Brescia(+51%), Como (+49%) e Milano (+37%).
 

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