Alcatel, l'incubo dei lavoratori in sciopero: "Qui nessuno è al sicuro"

I sindacati si oppongono al licenziamento di 43 dipendenti e scioperano. I lavoratori in protesta: "A cosa è servita la visita di Renzi?"

Lavoratori in protesta durante la visita Alcatel

Non si ferma la battaglia delle lavoratrici e dei lavoratori di Alcatel, il cui futuro è sempre più a rischio. Dopo l'assemblea di lunedì, martedì mattina i sindacati Fim, Fiom Uilm e il coordinamento Rsu di Alcatel Lucent, hanno indetto quattro ore di sciopero.

A Vimercate si è infatti tenuto un presidio dei dipendenti in sciopero che hanno volantinato davanti alla nuova sede di Alcatel-Lucent, dove pochi giorni fa si celebrava l’Open Day, aperto alle famiglie. Un evento che adesso i sindacati guardano con occhi diversi e che descrivono come un "pretesto per dare l’immagine di una azienda moderna, paterna e proiettata al futuro".

Alcatel-Lucent, sottolineano ancora i sindacati, in quell’occasione si è vantata di aver saputo gestire il piano di riorganizzazione - shift plan - senza ricorrere a licenziamenti. La realtà, però, sembra essere un po' diversa.

"Il 17 febbraio presso il Ministero dello Sviluppo Economico - raccontano le rappresentanze sindacali - l’Azienda ha scoperto le sue carte, dichiarando di volere aprire la procedura di mobilità che porterà al licenziamento collettivo di lavoratori e lavoratrici in esubero".

Il rappresentane del Mise, in quell'incontro, si è dichiarato contrario a tale procedura ed ha invitato l’azienda a ripensarci. Dall'azienda, però, è arrivato un no secco perché - denunciano ancora i sindacati - l’azienda ha spiegato al tavolo del Mise che "la decisione era già stata presa altrove". 

Dalle parole ai fatti il passo è stato breve. "Alcatel Lucent nella giornata di venerdì venti febbraio, ha avviato formalmente la procedura di licenziamento collettivo. E’ chiaro - sottolineano dal sindacato - che il licenziamento collettivo non riguarderà solo quarantatré tra lavoratori e lavoratrici attualmente in cassa integrazione, ma coinvolgerà anche altre persone al momento non identificate".

"A cosa è servita la visita del premier Renzi al nuovo stabilimento quando ha detto: 'Se i posti di lavoro non li creiamo in Alcatel noi non siamo credibili?'", si chiede il sindacato. "Non si può restare indifferenti di fronte a tanta arroganza da parte dell’azienda, occorre una risposta ferma e decisa, lo sciopero di oggi - concludono i lavoratori - è solo una prima risposta". 

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