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Stipendi più alti fino al 2023: chi ci guadagna e di quanto è l'aumento mensile

Il nuovo taglio aggiuntivo del cuneo contributivo previsto dal Dl Aiuti bis riguarderà solo i redditi medio bassi: cifre contenute, poche decine di euro al mese. A beneficiarne saranno i lavoratori con redditi medio-bassi

Il nuovo taglio aggiuntivo del cuneo contributivo riguarderà solo i redditi medio bassi: a beneficiarne sarebbero i lavoratori con retribuzione imponibile fino a 25mila euro l’anno. Il piano è allo studio dei tecnici di palazzo Chigi, del Mef e del ministero del Lavoro, in vista della presentazione del Dl Aiuti bis da 14,3 miliardi al consiglio dei ministri presieduto da Mario Draghi e in programma domani. In pratica l’intervento andrebbe ad aggiungersi all’esonero contributivo dello 0,8% già introdotto dalla legge di Bilancio 2022 per i dipendenti pubblici e privati con retribuzioni fino a 35mila euro.

Come spiega Today.it, sono in corso riunioni e scambi di pareri tra i ministeri interessati perché nei giorni scorsi si è parlato di una possibile sforbiciata ulteriore semestrale del cuneo contributivo dell’1%, ma si sta anche valutando di superare questa soglia fino al 31 dicembre, in base alle risorse disponibili che comunque sono limitate.

L'ipotesi allo studio degli esperti ministeriali si basa sul fatto che introducendo la soglia di 25mila euro si avrebbe un effetto rafforzato sui redditi medio-bassi, mentre la fascia da 25mila a 35 mila continuerebbe a beneficiare del taglio dello 0,8% già programmato fino a dicembre. Altrimenti è ancora possibile che l’ulteriore decontribuzione verrà estesa ai redditi fino a 35mila euro.

Ma di quanti soldi stiamo parlando? Il (mini) taglio del cuneo fiscale previsto dal dl Aiuti bis porterà a un aumento degli stipendi ma si tratta di piccoli aumenti. Secondo alcune stime per un lavoratore con un reddito di 35 mila euro l’anno lordi, il taglio si tradurrebbe in un aumento mensile in busta paga di circa 27 euro. Una cifra che scende a 22 euro con reddito lordo di 28mila euro e a 12 euro per un lavoratore con reddito di 15mila euro.

Tuttavia per fare calcoli precisi servono dettagli certi (oggi non ci sono), la partita è aperta e non va scordato che l’entità complessiva e reale dello sgravio si lega  anche al reperimento delle risorse necessarie per l’anticipo della rivalutazione delle pensioni rispetto a gennaio 2023, già annunciata ai sindacati. Vista l'inflazione galoppante serviranno molti più fondi che in passato per questa specifica operazione. Il bonus da 200 euro verrà invece erogato a ottobre ai lavoratori finora esclusi dall’una tantum.

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