Camille - performance teatrale di astra Lanz al manifiesto blanco

CAMILLE

Giovedì 7 febbraio h. 21 @Manifiesto Blanco
via Benedetto Marcello 46, Milano

"Un’opera di Camille Claudel al centro di un appartamento è per la sua forma simile a quelle pietre curiose che collezionano i cinesi, una sorta di monumento al pensiero interiore, il germoglio di un’idea da cui si propagano tutti i sogni." (Paul Claudel)

"Vivere qui mi causa un soffrire tale da impedirmi di restare umana. Non riesco più a tollerare gli strepiti di tutte queste creature, la nausea mi attanaglia. Mio Dio, quanto vorrei vivere a Villeneuve! Tutte le cose che ho fatto valgono ben più del concludere i miei giorni come un numero in una casa di cura, ho diritto a ben altro." (Camille Claudel, 2 febbraio 1927. Lettera alla madre dal sanatorio di Montdevergues)

In una prospettiva sinergica che mescola arte, teatro e vita, Manifiesto Blanco propone nei suoi spazi, in anteprima assoluta a Milano, la performance teatrale Camille - ideata ed interpretata da Astra Lanz, con musiche dal vivo di Pitti Caspani e le coreografie di Natasha Mordovkina - tratta dalle lettere scritte dalla scultrice francese Camille Claudel (1864-1943), prima e durante l’internamento in manicomio dove ha trascorso gli ultimi trent’anni della sua vita.
Questo epistolario rappresenta un viaggio non tanto nella sua storia quanto nel suo mondo interiore attraverso le sue passioni, i confitti, le modalità di reagire alla vita. La selezione in sequenza della corrispondenza procede per associazioni, il gesto fisico che consegue alla parola sorge da sé nell’interprete, il medesimo che si scorge in alcune sculture della Claudel, quasi fossero fonti indirette - e sullo sfondo - della ricerca estetica dell’attrice: «Come qualsiasi linguaggio artistico, la scultura non è altro che manifestazione di un moto interiore e - consapevolmente o inconsapevolmente - vi è un prolungamento formale di quello che è uno stato emotivo interiore e intimo».
Camille offre agli spettatori di partecipare a questa “possibilità espressiva” totale, un’interpretazione teatrale che connette il modellare, quindi l’arte plastica, alla danza e alla recitazione, nonché alla musica dal vivo. Dice Astra Lanz, nell’intervista disponibile come scheda di sala in occasione di questa anteprima milanese: «Ciò che propongo è una suggestione di Camille nel suo atelier, ed io stessa sono spettatrice del processo che le sue lettere mi hanno suggerito. Il mio non è un lavoro studiato a tavolino, quindi meno artificio c’è meno si viola lo spazio intimo di una persona che è stata realmente rinchiusa in manicomio trent’anni, che ha realmente sofferto e scritto, chiedendo aiuto».
L’interpretazione di Astra, il suo muoversi nello spazio tra frammenti terrosi e lacerti di tessuti di lino, seguendo e facendosi carezzare dal fascino sonoro delle composizioni musicali e plasmando la materia argillosa che vive e si disgrega tra le sue mani appassionate, restituisce con acume e visionarietà il valore della grande scultrice, “preda” del proprio genio irregolare, così ancorato ai sensi e al sapere, còlto da intelligenze raffinate. Camille Claudel fu interprete sottile e consapevole di un’arte che a cavallo tra Otto e Novecento aprì le porte alla Modernità e immagine di una tipologia umana e femminile che cercava la propria libertà, dirompente e totalizzante, allora poco compresa soprattutto da chi le stava più vicino. E Camille è un caleidoscopio di immagini danzanti che ne vivifica la memoria, l’umanità, la bellezza e il daimon potente, esuberante e tragico della creazione artistica.

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