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La nuova mostra

Bansky, le opere (e tre muri) dell'artista più famoso e anonimo al mondo a Monza

L'allestimento che celebra le opere del nome più celebre della street art internazionale contemporanea. All'Orangerie della Villa Reale tre porzioni originali di muri dipinti da Bansky

La street art di Bansky, simbolo della contemporaneità, con la sua forza iconica capace di far balzare agli occhi dello spettatore con pochi dettagli stridenti un messaggio potente, sbarca in Villa Reale. Nell'Orangerie della Reggia di Monza, gioiello architettonico simbolo di arte e storia, trova spazio il contemporaneo e l'arte di strada. Con tre porzioni di muro originali dipinte dall'artista più anonimo e famoso del mondo (nessuno sa chi sia, Ndr) che dal Regno Unito hanno viaggiato fino a Monza, per essere esposte in Italia per la prima volta. E con questo contrasto, quasi ossimorico, con il luogo che la ospita l'arte di Bansky si arricchisce e si potenzia.

"Bansky. Painting Walls" è la nuova esposizione inaugurata alla Reggia di Monza che sarà ospitata in città fino al prossimo 5 novembre. Un "An Unauthorized Exhibition", una mostra non autorizzata dall'artista, come tutte quelle che lo vedono protagonista. Dove Bansky però c'è. Non solo nelle opere. L'intera esposizione infatti, prodotta da Metamorfosi Eventi e curata da Sabina de Gregori, vuole celebrare la ventennale produzione e attività dell'artista - la cui identità resta ancora oggi sconosciuta - e offrire una chiave di lettura: il processo di sacralizzazione a cui l'opera e l'artista stanno assistendo.

"L'intento è stato quello di creare un contrasto tra questo luogo storico e l'arte urbana e di strada" spiega Sabina de Gregori. E insieme rappresentare il processo di deizzazione. Così,  in questo viaggio ideale attraverso la street art di Bansky, l'Orangerie assume i connotati di un luogo sacro, di una chiesa. E attraverso le navate di questa "cattedrale di silenzi" il visitatore inizia a percorrere e osservare le opere relative al primo periodo della produzione dell'artista, esposte in maniera semplice, quasi scarna. Così come chiunque, passeggiando per strada nei primi anni 2000, avrebbe potuto incrociare quei lavori dipinti con stencil. Ma mano a mano che ci si incammina verso la fine del percorso, le opere si fanno più "pesanti": a contornarle ci sono cornici attorno alle cornici, teche, plexiglass. Prendono distanza dallo spettatore, dalla realtà che li aveva ispirati e di cui erano parte integrante e diventano lontane, artefatte. In poche parole: sacralizzate, divinizzate, mercificate. 

La mostra "Bansky. Painting Walls" a Monza

"L'allestimento piano piano cresce, è più evidente, per marcare questo processo" spiega de Gregori. E alla fine, come in tutte le cattedrali, in fondo alla navata si giunge all'altare: il luogo dove avviene l'incontro con il grande assente: Dio. In chiave profana, in questo caso, con l'artista più famoso e insieme più anonimo del mondo: Bansky. E qui a Monza, dietro due tende pesanti e scure, si assiste all'apparizione della trinità artistica di Bansky: tre porzioni originali di muro, per la prima volta esposte in Italia. 

"Nella parte finale – conclude la curatrice - vorremmo che il visitatore sentisse tutta la potenza auratica del mercato. L’esposizione – per la prima volta in Italia – di tre muri originali e mastodontici, del peso di sei tonnellate, vuole stupire e sconcertare, sollevare una domanda: la vera arte di Banksy corrisponde forse al suo processo di sacralizzazione, o quei pochi grammi di vernice avrebbero avuto lo stesso impatto, se lasciati, tra mille altri, su muri anonimi, là dove erano stati impressi?". Una violenta operazione di sradicamento dal contesto originale dell'opera con una ipermusealizzazione che ne aumenta la potenza.

I tre muri d'arte per la prima volta in Italia, a Monza

Quasi sette tonnellate di peso. Giganti e mastodontici, illuminati in una sala nera. La parte finale della mostra riserva tre porzioni di muro originali dell’artista britannico, tre pezzi provenienti da collezioni private, dipinti da Banksy nel 2009, nel 2010 e nel 2018, realizzati a Londra, nel Devon e nel Galles. Protagonisti di questi tre lavori sono tre adolescenti, rappresentanti di una nuova generazione che sembra essere da sempre la più sensibile alle tematiche intorno alle quali si muovono gli interessi dell’artista inglese, come la situazione climatica, le disuguaglianze sociali, i migranti, le guerre e i diritti dei popoli. Il più famoso forse è Season’s Greetings, apparso a Port Talbot, in Galles, nel dicembre 2018: si tratta di un’ampia porzione di muro su cui Banksy ha dipinto un ragazzino con le braccia spalancate e la lingua tesa fuori dalla bocca per assaporare i fiocchi di neve che cadono dal cielo. Fiocchi che, però, si scoprono essere cenere che si leva da un bidone della spazzatura in fiamme. Port Talbot è stata definita dall’OMS la città più inquinata del Regno Unito. Qui sorge una delle acciaierie più grandi d'Europa. A scrivere all'artista per segnalare la problematica e chiedere di farne un'opera era stato un operaio. Qualche mese dopo, proprio a Port Talbot, è apparso quel lavoro.

Come in quasi tutte le opere di Bansky a saltare all'occhio è un dettaglio stridente, un elemento di contrasto. "E il messaggio si nasconde sempre lì" spiega la curatrice. Come nella Virgin Mary dove l'iconografia sacrale della Vergine Maria stride con il biberon con la scritta veleno da cui si nutre Gesù mentre le figure sembrano sciogliersi come nell'acido. O l'aspra critica alla società moderna che tratteggia con il suo Jesus Christ with shopping bags. A Monza, tra i 70 originali in mostra, trovano spazio anche opere simbolo, note al grande pubblico e produzioni recenti come i dipinti dell'Ucraina, realizzati nel 2022 in un viaggio dell'artista nel paese dilaniato dalla guerra per denunciare la follia del conflitto. Un tema caro a Bansky, presente in gran parte della produzione così come quello dei migranti tratteggiato nel Welcome Mat: uno zerbino dove campeggia la scritta "Benvenuto" realizzata però con pezzi di giubbotti di salvataggio rinvenuti sulle spiagge della costa. Brandelli sopravvissuti a vite che hanno cercato salvezza. Un dramma raccontato con il linguaggio dell'arte per tutti. Di tutti.  

Orari e biglietti

Fino al 10 settembre da mercoledì a venerdì: 14-20 sabato-domenica: 10-20. Chiusa lunedì e martedì. Dall'11 settembre da mercoledì a domenica: 10-20 Chiusa lunedì e martedì. Il biglietto intero ha un costo di 14 euro, ridotto 12.  La mostra sarà accessibile dal 30 giugno al 5 novembre 2023.

"Un'operazione culturale di alto livello"

“Un'operazione culturale interessante e di alto livello che mette a diretto contatto il visitatore con l'arte di questo misterioso artista che cela da sempre la sua identità nel mondo. È stato sicuramente un lavoro di squadra contraddistinto anche da una grande professionalità in materia di gestione dei beni culturali. Quasi superfluo poi evidenziare l'importanza per la cultura pop dello stesso Bansky e l'attrattività che avrà il suo nome sul pubblico del complesso monumentale brianzolo" ha commentato l'assessore regionale alla Cultura Francesco Caruso, visitando in anteprima la mostra a Monza. 

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