Tuo figlio soffre di ansia da prestazione scolastica? Aiutalo così

Fin dalle elementari, i bambini possono soffrire di ansia da prestazione scolastica. Come riconoscerla, e come è possibile aiutarli a superarla?

Foto di Эдуард Черников da Pixabay

Tanti bambini, già dalle elementari, in vista di un'interrogazione o una verifica provano un alto livello di ansia e preoccupazione. Vanno nel pallone, non si sentono sicuri di se stessi.

In queste situazioni, il ruolo di genitori e insegnanti diventa fondamentale per aiutarli a superare tutte le paure, e i momenti di pressione e difficoltà. Soprattutto in quei periodi dell'anno ricchi di verifiche e di interrogazioni, a ridosso della fine di un quadrimestre o magari prima delle vacanze di Natale o di Pasqua. In queste occasioni, infatti, i ragazzini possono arrivare a sviluppare un tasso di ansia molto alto, a volte alimentato da genitori e docenti che esaltano - magari inconsapevolmente - voti e risultati.

Tutto questo potrebbe far scattare la molla del confronto, dell’aspettativa e dell’essere sempre come gli altri vorrebbero, sin dai primi anni di scuola. 

I bambini, infatti, possono avere paura del giudizio negativo o di una pessima valutazione che potrebbero ricevere, rischiando poi di essere presi in giro dai compagni, e col timore di deludere genitori e insegnanti che nutrono nei loro confronti alte aspettative. 

Che mamma e papà siano attenti ai risultati scolastici è normale, ma se questa attenzione diventa eccessiva il bambino potrebbe pensare di essere considerato solo in base ai voti che riceve.

Come aiutare i bambini a superare l’ansia da prestazione 

Per i bambini è fondamentale sentire che i genitori o gli insegnanti comprendano il loro stato d’animo e le loro paure: per questo è sconsigliato sminuire quello che provano. Bisogna invece aiutarli ad esprimersi e a tirare fuori quello che sentono, magari raccontando un episodio dove anche voi i genitori si siano trovati a dover affrontare un momento di difficoltà poi superato. È molto importante inoltre trasmettere ai propri figli il messaggio che la mamma e il papà li comprendono, e che riusciranno tutti insieme ad affrontare la situazione. 

Anche se è una domanda che sorge spontanea, bisogna cercare di non chiedere solo e sempre com’è andata a scuola, perché così facendo si alimenta nei bambini il pensiero che si è interessati solo ai voti e ai risultati. Bisognerebbe piuttosto chiedere come sono stati a scuola, cosa gli è piaciuto e se si sono divertiti

L’ansia da prestazione scolastica potrebbe essere attribuita anche all’eccessivo peso che viene dato ai compiti pomeridiani. Aiutare i ragazzi ad essere gradualmente autonomi nello svolgere i compiti li aiuta a pensare che possono farcela da soli e li fa sentire più sicuri di sé. Quando capita che i bambini non abbiano svolto correttamente un esercizio o abbiano sbagliato qualcosa, non bisogna attaccarli, ma piuttosto cercare di capire che ragionamento hanno seguito e dove potrebbero aver sbagliato. Se arrivano a casa con un brutto voto è bene infine non mostrarsi preoccupati o delusi, ma piuttosto rassicurarli dicendo loro che si può sbagliare e che migliorando si può raggiungere ogni obiettivo.

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