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Trasforma il terreno del nonno in una vigna, ecco il vino “made” in Brianza

Dopo 200 anni a Lentate torna la vendemmia

Giuseppe Longhi, 32 anni, insegnante con laurea in storia medievale e viticoltore. Due universi apparentemente lontani che, proprio nei libri - e più precisamente in una pergamena antica - si incontrano. E in Brianza, a Lentate sul Seveso, dopo due secoli è di nuovo tempo di vendemmia.

Nel piccolo centro della Brianza, situato nel cuore del distretto del mobile, si riprende a produrre vino grazie a Longhi che sette anni fa ha deciso di piantare un vitigno di nebbiolo in un terreno di famiglia per dedicarsi, nel tempo libero, alla viticoltura. L’iniziativa nasce dalla curiosità e dalla formazione umanistica di Longhi che, forte di una laurea in storia medievale, dopo innumerevoli ricerche ha rinvenuto una pergamena in cui, già nel Trecento, si parlava di Copreno come di una terra di produzione vinicola che aveva dato i natali al “Martesano”, un vino ospitato nelle cantine dei nobili Porro, prodotto con uve di nebbiolo. E Longhi ha raccolto la sfida, portando a Copreno, di nuovo, l’arte della viticoltura.

L'insegnante di storia viticoltore per passione

Autodidatta, Longhi haimparato tutto sul campo quando qualche anno fa ha deciso di piantare 250 viti alla “Brera”, in un terreno di proprietà del nonno iniziando a curarle con passione e dedizione. Nel 2018 è riuscito a produrre per la prima volta del vino: una cinquantina di bottiglie di “Radices”, un rosso fermo e corposo che ricorda l’antico Martesano, dedicato ai nonni Giuseppe, Rosa, Giovanni e Franca. Il lavoro e il tempo dedicato alla vigna lo hanno finalmente ripagato: domenica 26 settembre Giuseppe Longhi organizzerà la prima vendemmia alla “Brera”.

Ha chiamato a raccolta parenti e amici che, muniti di cesoie e ceste, si trasformeranno in vignaioli per un giorno, per aiutarlo a raccogliere i preziosi grappoli di nebbiolo. Sarà un'esperienza unica che riporterà tutti alle cose semplici, alla sfida a chi colma prima la cesta e al profumo dolce del mosto.

"Quando nel 2014 sono partito con il progetto della Vigna della Brera pensavamo di avere di fronte una sfida quasi impossibile da vincere. - spiega Giuseppe Longhi - Oggi, nonostante un’annata particolare in cui le uve sono state modellate dalle stravaganti condizioni climatiche di un'estate fuori dall’ordinario, siamo pronti per la nostra prima vendemmia a pieno regime, la prima anche per Copreno dopo oltre 200 anni, con la quale pensiamo di raccogliere tra i 3 e i 4 quintali di uva che, secondo le previsioni dell'enologo che sta seguendo il progetto, dovrebbero produrre un vino con un grado alcolico compreso tra i 12,5 e i 13 gradi. Ma l’emozione più grande sarà quella di dare il via alla pigiatura con un gesto simbolico, facendo schiacciare i primi acini dai piedini di mio figlio Diego, proprio come facevano i bambini una volta”.

Tutte le bottiglie della vendemmia 2021 verranno sigillate con ceralacca rossa, sulla quale verrà apposto il marchio ‘Parvus sed meus’ - piccolo ma mio - realizzato da Longhi nobilitando un motto di famiglia ‘Pane e cipolla purché sia mio’.

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