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Progetti green

E se Monza diventasse una città da 30km/h?

La proposta arriva da Fiab MonzainBici, L'associazione ha incontrato l'assessore alla Mobilità, Ambiente ed Energia Giada Turato e pensa agli interventi prioritari da effettuare in città. E alle sfide del futuro per la mobilità ciclabile

Una città dove le auto procedono quasi alla stessa velocità delle biciclette, con più attenzione al volante, con meno incidenti e meno vittime. Questo il "sogno" che l'associazione Fiab Monza in Bici ha per il capoluogo brianzolo. Una Monza più bike friendly, su modello delle città europee. Con zone scolastiche dove le auto possano essere bandite e dove i bambini possano trasformare gli spazi davanti agli istituti in aree dove giocare, disegnare e imparare. E ancora una rete ciclabile che colleghi tutta la città e stade con il limite di 30 km/h.

Queste proposte sono state riassunte dall'associazione creata da Massimo Benetti nel 2002 dopo un incontro tenutosi qualche settimana fa in comune, con il nuovo assessore alla Mobilità, Ambiente ed Energia Giada Turato. L'associazione, con la presidente Saveria Fontana e il fondatore e membro del consiglio direttivo Massimo Benetti, ha fissato un momento conoscitivo, presentandosi e dandosi appuntamento a settembre per cominciare a discutere alcune proposte. "Abbiamo avuto l’opportunità di presentare l’associazione e confrontare idee su come implementare la mobilità ciclistica cittadina, di cui Monza ha tanto bisogno. A partire dai percorsi individuati dal biciplan (piano mobilità ciclistica) e dalle nuove opportunità offerte dal codice della strada" spiegano da MonzainBici. "Si tratta di interventi a basso costo, rapidi, che, dando maggiore visibilità alla bicicletta, la cui presenza è evidenziata attraverso apposita segnaletica, tutelano tutti gli utenti della strada. E' stato un primo appuntamento, in cui abbiamo ricevuto molto ascolto e che ci auguriamo possa proseguire a settembre nelle forme e modalità previste istituzionalmente, per dare risposte ai bisogni di mobilità dolce degli abitanti della città e di chi la attraversa per lavoro, scuola, shopping e svago".

Il sogno di una città tutta a 30 km/h

"L’introduzione del limite di 30 km/h esteso a tutta la città, è l’intervento più importante che, evitando incidenti gravi, garantisce la sicurezza di tutti gli utenti della strada sull’intero territorio comunale" spiegano dall'associazione. "Monza sta scontando un ritardo enorme e quello che da noi è ancora un progetto in molte città in Europa e in Italia è già realizzato" spiega Benetti. In città non abbiamo strade con il doppio senso ciclabile che ora è anche previsto dal codice della strada, nessuna zona scolastica e piste ciclabili "spezzatino" che andrebbero collegate in maniera compiuta tra loro".

"Per quanto riguarda le zone scolastiche speravamo che in passato potesse partire la sperimentazione alla scuola Taccoli in via Pisani" aggiunge. Un tratto chiuso negli orari di entrata e uscita degli alunni e non solo: una strada trasformata in un'area pedonale e ciclabile, libera dalle auto e "consegnata" ai bambini. "L'obiettivo sarebbe quello di chiudere permanente le strade dove possibile e fare un intervento di urbanistica tattica (con chiusura totale la strada diventa spazio dedicato a bambini dove si può pitturare, giocare e allestire strutture per il divertimento e apprendimento)". Ma a Monza tutto questo ancora non è realtà. E nemmeno un progetto.

Tra gli interventi prioritari individuati dall'associaizone anche l'eliminazione di cancelletti su alcune ciclabili. "Si tratta di ostacoli alla ciclabilità perchè agli incroci vanno fermate le auto e non le bici" spiega Benetti. Poi l'unione dei tratti ciclabili esistenti con il completamento del percorso da Largo Mazzini a via Borgazzi, l'inserimento di un percorso in via Boito che colleghi la città all'ospedale e una ciclabile che porti in stazione, da via Mentana. "Bisogna fare in modo che in città sia agevolata la mobilità ciclistica e che l'uso della bici possa avvenire in sicurezza" ha aggiunto Benetti. "A Monza manca totalmente la manutenzione: se si fa una ciclabile e viene dimenticata è come non averla fatta e spesso non la si percorre perchè diventa complicato".

Dove inserire il limite di 30 km/h

"Auspichiamo che prima o poi la città sia tutta con il limite a trenta all'ora perchè cambierebbe completamente il paradigma della mobilità: non sarebbe neppure necessario realizzare una ciclabile. Il problema è la differenza di velocità tra auto e bici che è anche la prima causa di incidentalità. Se le velocità vengono unificate il problema non esiste più" spiega Benetti.

Escludendo i tratti a scorrimento veloce e le arterie di ingresso in città (il caso di viale Stucchi, viale Sicilia e annessi) il limite potrebbe essere previsto ovunque secondo l'associazione. "Va segnalato, regolamentato e vanno realizzate delle infrastrutture che non permettano ai veicoli di avere velocità elevate" suggerisce il membro del direttivo Fiab. E per iniziare secondo l'associazione si potrebbe avviare una sperimentazione in ogni quartiere, in tutte le zone dove è possibile limitare le velocità. "Ci sono ancora troppi incidenti, troppi bambini in bici che vengono uccisi, tanti investimenti".

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