La manifestazione congiunta dei lavoratori Alcatel e Micron

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di MonzaToday

Un'iniziativa organizzata congiuntamente dalle RSU di due aziende dell'eccellenza brianzola in campo tecnologico, Alcatel Lucent e ST-Micron. Circa un migliaio di lavoratori hanno partecipato allo sciopero e al corteo che ha bloccato il casello dell'A4 di Agrate per protestare contro i tagli del personale previsti dal management per i prossimi mesi. La manifestazione ha avuto eco anche sul TG3 regione e sul TGLa7. I lavoratori hanno percorso i 4 km circa che separano la sede di Vimercate dell'Alcatel e raggiungere la sede della Micron dove li aspettavano gli altri lavoratori.

Nei giorni scorsi, per coinvolgere anche i più inconsapevoli, le vie della Brianza erano state tappezzate di cartelloni "Alcatel-Lucent sta distruggendo la sua presenza in Italia. Sta distruggendo la nostra storia. Sta licenziando 700 lavoratori e rovinando 700 famiglie. Noi lavoratori diciamo con forza Sì ai contratti di solidarietà, no ai licenziamenti".

Da mesi si chiede l'attenzione dei media su un problema che rischia di aprire le porta alla perdita, da parte dell'Italia, di un settore chiave per lo sviluppo economico dell'intero Paese. In seguito allo Shift Plan presentato l'8 ottobre scorso, Alcatel ha annunciato tagli al personale. Un totale di 586 esuberi in Italia, la maggior parte nella sede di Vimercate, oltre a una serie di parziali esternalizzazioni dell'attività. Rilevare che si tratta di un problema nazionale, e non solo locale, è la chiave per la soluzione del problema, in quanto un terzo della ricerca in questo settore si svolge appunto nelle aziende brianzole.

Al momento, grazie anche all'impegno dei deputati brianzoli del Pd Roberto Rampi e Alessia Mosca, che hanno presentato ben due interrogazioni parlamentari (qui l'ultima ancora in corso), l'amministratore delegato Michel Combes è stato convocato dalla commissione attività produttive della Camera per venerdì 21 febbraio e nell'attesa sono state bloccate tutte le procedure di cassa integrazione.

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