Abolizione Province, Monza rivendica l'autonomia: "Chiederemo deroga"

L'ente di via Grossi ha raccolto un voluminoso dossier che presenterà al Consiglio per le Autonomie Locali il 20 settembre. Obiettivo, mostrare la forza economica della Brianza. Ed evitare di essere fagocitati

Monza vuole chiedere una deroga al Governo (foto AP)

MONZA - Monza punta sull'economia: i dati impressionanti raccolti nei giorni scorsi  dalla Provincia mirano a scongiurare che, in caso di accorpamento con Lecco e soprattutto Como, la città di Teodolinda soccomba sotto il peso del maggior spessore lariano, almeno dal punto di vista storico culturale. Sulle rive del lago non accetterebbero di buon grado di dipendere da Monza, è noto: a sfavore gioca  soprattutto la vicinanza con Milano. Sembra da escludere, d'altro canto,  la possibilità di rientrare nella città metropolitana: è stato lo stesso presidente dell'ente di via Grossi Dario Allevi a spiegare che nel testo licenziato dal Governo la possibilità  di tornare con Milano non esiste. Ovviamente, con il capoluogo regionale il confronto sui numeri non si pone nemmeno. 

TUTTI UNITI PER LA PROVINCIA - Intano, si affilano le armi. Il 5 settembre si è svolto l'incontro con le parti sociali; giovedì il consiglio provinciale ha approvato con la firma di tutte le forze politiche  un ordine del giorno in cui si chiede di mantenere in vita l'ente. "Si ribadisce con forza la necessità di preservare l'autonomia decisionale - recita il documento - e riaffermare le ragioni che hanno determinato la costituzione dell'ente". Si da inoltre mandato ad Allevi di richiedere una deroga sulla base dei dati resi noti. I numeri mostrano come, rispetto alle altre 36 province "salve" dopo il decreto governativo, la Brianza sia la quinta per PIL prodotto con circa 25 miliardi di euro all'anno. Notevole, inoltre, l'interscambio commerciale import export con un saldo attivo di 2.957.483.295 euro.

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PRIMATI - Due sono invece i primati assoluti a livello nazionale che il territorio può vantare. Il primo è  aumento dell'attrattività insediativa del territorio, che ha visto crescere la popolazione del 215 % dal 1951 ad oggi (che questo sia stato un bene, resta da discutere).  Il secondo è quello sui depositi bancari, che sommati arrivano alla fantasmagorica cifra di 11.418.624.970 euro. Il dossier  sarà presentato dal presidente Dario Allevi al CAL (Consiglio delle Autonomie Locali) il prossimo 20 settembre.  Intanto, nella giornata di oggi alle 17 è prevista la riunione dei 55 sindaci della Brianza. Si parlerà, naturalmente, anche e soprattutto di questo. Le micce sono accese: tutto  lascia presagire che il 20 settembre cominceranno i fuochi d'artificio.

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