Anna Mancuso entra in Senato al posto di Angelo Cicolani del Pdl

La consigliera comunale monzese occuperà il posto lasciato vacante da Angelo Cicolani del Pdl , scomparso nei giorni scorsi - L'INTERVISTA

Anna Mancuso: entrerà in Senato

MONZA  - Sarà Anna Maria Mancuso a prendere il posto di senatore lasciato vacante dal rietino  Angelo Cicolani del Pdl, scomparso nei giorni scorsi dopo una lunga malattia. La Mancuso, coordinatore provinciale di Fli per Monza e Brianza, alle elezioni del 2008 era stata l'ultima esclusa nella lista del Popolo della Libertà, prima di passare a Futuro e Libertà, formazione all'epoca non ancora nata. La consigliera monzese è già alle prese con i preparativi che la porteranno a Roma per lo scorcio finale della legislatura.  Salgono così a 8 i senatori di Futuro e Libertà a Palazzo Madana, sede in cui il gruppo è unito all'Api di Francesco Rutelli. In totale, le due formazioni assommano 14 onorevoli.

CHI E' - Impegnata da sempre nel volontariato, la Mancuso si è candidata alle comunali di maggio 2012 con la civica Monza Futura-Insieme per Monza, guadagnandosi il seggio in aula. Nel marzo scorso, la tv russa era venuta in città per intervistarla: lo spunto era il confronto tra la candidatura di una donna impegnata nel sociale, contro quelle - di facciata - delle pornostar Cicciolina e Mily D'Abbraccio. Recentemente, Mancuso ha organizzato una tavola rotonda sull'urbanistica monzese.

L'INTERVISTA

Anna Mancuso, con che stato d'animo affronta questo impegno al Senato?

Non faccio i salti di gioia, perchè so cosa vuol dire avere una malattia. Diverso sarebbe stato subentrare per una nomina,o perchè qualcuno si era dimesso, ma così... Posso solo dire che cercherò di portare in aula delle istanze che possano essere in qualche misura ricondotte anche al senatore Cicolani.

Quali?

La cosa che mi stimola di più sono le battaglie sulla sanità di serie A e di serie B, sui tagli, su come  si vive negli ospedali, che da presidente di una onlus come Salute Donna sono una realtà che conosco bene. Confesso che sono un po' in imbarazzo per l'ambiente in cui andrò a trovarmi, ma cercherò di essere umile. Vengo da un quartiere popolare, proverò a portare il vissuto della gente.

Questo passaggio a Palazzo Madama nello scorcio finale di legislatura è un prologo a una ricandidatura nel 2013?

Non lo so, negli anni ho imparato  a vivere alla giornata. Vedremo.

Ha sentito lo stato maggiore di FLI?

Si, mi hanno chiamata tutti, il primo è stato Fabio Granata, ma ho sentito anche la Perina, Menia, la Napoli, Valditara, la Moroni.

E del Pdl nessuno?  In fondo è stata eletta con loro. E' prevedibile che le sarà fatto notare.

No, nessuno, ma la cosa non mi preoccupa. Io mi sono candidata nel Lazio, ma sono una delle poche che ha fatto campagna elettorale.  La gente mi diceva che nonostante non fossi del posto, ero l'unica che si informava sulla situazione di ogni singola provincia. Mi hanno votato anche persone di sinistra.

Perchè lei che abita  a Monza fin dalla prima infanzia è finita a candidarsi nel Lazio?

Inizialmente dovevo candidarmi in Lombardia, ma qualche furbetto nel Pdl si è dimenticato di inviare i miei documenti a Roma. La sera prima della chiusura delle liste mi hanno chiamata, e in fretta e furia abbiamo dovuto raccogliere tutto  il materiale. A quel punto, c'era un posto libero nel Lazio, e lì mi sono candidata. Tenga conto che si tratta di una realtà dove sono un minimo conosciuta, perchè l'associazione di cui sono presidente ha una sede anche lì.

Quindi è stata una svista?

Non penso si sia trattato di una svista. E' colpa di quelli che io chiamo i "vecchi marpioni della politica".

Questo c'entra con la sua uscita dal Pdl?

Dal Pdl sono uscita perchè quando si trattava di votare in consiglio comunale, il capogruppo alzava il dito e ci si doveva adeguare senza fiatare e soprattutto senza capire il perchè. Una cosa che trovavo inaccettabile.

Il tema del giorno sono le province: lei che andrà a Roma, cosa ne pensa?

Per me  sono solo carrozzoni.

La sua proposta?

Più poteri alle Regioni e ai Comuni. Le Regioni, in particolare, potrebbero avere un assessore dedicato, dotato di un apparato amministrativo. In fondo si tratta di enti dalle competenze molto scarse. Mi dice, per esempio, che poteri ha un assessore ai Servizi Sociali in Provincia?

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