Villa Reale, riaprono gli appartamenti dei sovrani: l'appello a Napolitano del sindaco

Il primo cittadino monzese Roberto Scanagatti ha rivolto un appello al Presidente della Repubblica perchè gli arredi della Reggia conservati al Quirinale tornino a Monza

Le sale interne della Villa Reale

"Per rilanciare la Villa Reale come museo di se stessa confidiamo nella grande sensibilità del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano affinché ci aiuti a recuperare parte degli arredi che attualmente si trovano al Quirinale. Sarebbe un bel modo per esaltare un patrimonio che non è solo di Monza e del territorio ma di tutta l'Italia".

A parlare è il sindaco di Monza, Roberto Scanagatti, che in occasione della riapertura degli appartamenti dei sovrani nella Reggia restaurata ha fatto direttamente appello al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

E' proprio al Quirinale infatti che diversi arredi della Villa Reale sono conservati perchè qui dal 1870 al 1946 i Savoia fissarono la loro residenza.

In qualità di Presidente del Consorzio del Parco e della Villa Reale e primo cittadino del capoluogo brianzolo, dopo il successo che la Reggia ha riscosso dal giorno della sua apertura al pubblico, Scanagatti ora guarda oltre e per valorizzare ulteriormente il complesso artistico il recupero degli arredi è indispensabile. 

L'apertura al pubblico di una ulteriore ala della Reggia di Monza dove sono stati messi a punto i lavori di recupero degli arredi originali è stata accolta con grande soddisfazione del sindaco: "Grazie a questo intervento da domani potremo dire che gran parte della Villa Reale sarà visitabile. Il recupero degli arredi per la valorizzazione di una porzione fondamentale del palazzo piermariniano, dimostra la capacità dei soggetti pubblici di investire e di recuperare beni culturali che possono contribuire anche allo sviluppo economico del territorio".

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Per riportare nelle sale della Villa gli arredi che dovevano essere presenti al tempo del suo splendore è stato effettuato un attento lavoro di recupero attraverso lo spoglio degli inventari storici del 1881 e 1908 che suggerivano il numero di arredi presenti negli Appartamenti Reali e "da qui", spiega Annamaria Terafini, architetto della Soprintendenza ai Beni Architettonici e Paesaggistici "si è partiti per ricreare almeno in parte un suggestione al visitatore di tornare a corte". 

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