Edoardo Mazza, luci e ombre del sindaco di Seregno

Eletto primo cittadino nel 2015 e arrestato martedì con l'accusa di corruzione

Edoardo Mazza

Quando ha visto i carabinieri probabilmente avrà pensato che volessero coinvolgerlo in una operazione sulla sicurezza. Ma quando si è reso conto che invece i militari erano lì per lui e si è ritrovato in mano una ordinanza di arresti domiciliari, Edoardo Mazza ha perso i sensi. E’ svenuto. Un malore che è apparso in forte contrasto con la sua immagine di «duro» della politica.

Arrestato il sindaco di seregno: luci e ombre

Luci e ombre emergono in modo molto forte tra le oltre 200 pagine dell’inchiesta che ha lasciato Seregno senza sindaco. L’immagine di Edoardo Mazza decisionista nell’imporre il Daspo urbano, nel chiedere rigore nella sicurezza contro i furti in appartamento, e addirittura nell’invitare i cittadini a non fare l’elemosina ai poveri e ai senzatetto, contrasta in modo forte con la sottomissione servile nei confronti di colui che si è rivelato il suo «padrino» politico: l’imprenditore edile Antonino Lugarà. «Zerbino» in mano ai boss lo ha definito il Pm del Tribunale di Monza Salvatore Bellomo.

«Ogni promessa è debito» rispose il sindaco all’imprenditore vicino ai boss che gli chiedeva come mai tardasse tanto modificare la destinazione edilizia del terreno sul quale poi sorse un supermercato. E quando il centro commerciale fu inaugurato, Mazza postò su Facebook una foto con scritto: «Detto, fatto».

Le accuse

Le carte processuali accusano il sindaco di aver ricevuto voti in cambio di quel cambio di destinazione d’uso. Edoardo Mazza si definiva sul suo curriculum politico «un moderato». Eppure non esitò a girare un celebre video in cui diceva che era opportuno usare le forbici contro gli stupratori di Rimini. Non altrettanto incisiva era la sua lotta alle infiltrazioni mafiose. Non senza però vantarsi di aver sottratto un edificio alla mafia e di averlo destinato a scopi sociali. La lotta alla mafia ridotta a spot elettorale o da postare sui social: come quando promosse un concerto alla scuola Stoppani dedicato alla legalità: «Un concerto – disse Mazza nel discorso con tanto di fascia tricolore – che è anche un viaggio che ripercorre le tappe della storia recente del nostro Paese e degli eroi che hanno avuto il coraggio, spesso a costo della vita, di opporsi alla mafia. La scuola, oggi, è la prima trincea contro la criminalità». In altre occasioni ha lodato Falcone e Borsellino, con queste parole: «La mafia non è un problema che riguarda solo le forze dell’ordine, ma riguarda tutti».

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Non avrebbe mai immaginato di finire pure lui, ben presto, sul banco degli imputati.

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