Scuola Citterio, l’Asl replica dopo le dichiarazioni del Comune

Dall'Asl di Monza e Brianza specificano che l'ente ha svolto solo il proprio compito istituzionale, esprimendo un parere dopo aver visionato i dati dei campionamenti che rivelano "uno stato di contaminazione diffuso"

Il Comune di Monza

"Il nuovo edificio sarà realizzato su un'altra area". Così il sindaco di Monza Roberto Scanagatti era intervenuto qualche settimana fa sulla vicenda della nuova scuola primaria Citterio che sarebbe dovuta sorgere nell'area di via Sangalli dopo la messa in sicurezza.

Dopo il pronunciamento dell'Asl di Monza e Brianza il piano di intervento dell'amministrazione comunale ha subito un cambio di rotta perchè, "preso atto dei rilievi" - specificano dall'Asl locale - "questa Amministrazione ha espresso le proprie valutazioni di competenza, precisando che la normativa vigente non prevede il recupero di aree interessate da abbandono di rifiuti mediante la realizzazione di manufatti edilizi destinati alla permanenza di persone".

Secondo l'ultimo confronto con l'Arpa il terreno sarebbe stato bonificato tramite la tecnica del capping, con una speciale struttura di contenimento, e in una fase successiva si sarebbe proceduto con la realizzazione dell'edificio.

Il sindaco Scanagatti, dopo il pronunciamento dell’Asl, ha inviato una lettera, recapitata per conoscenza anche al Prefetto, in cui chiedeva che le autorità sanitarie disponessero “immediati interventi per la verifica di eventuali pericoli connessi all’utilizzo dell’edificio esistente”.

Ma da viale Elvezia specificano in una nota: “Ci sentiamo in obbligo di comunicare che ASL di Monza e Brianza ha svolto e svolge il proprio compito istituzionale correttamente e in ottemperanza alle norme in vigore”. E aggiungono anche che "le eventuali verifiche delle condizioni di salubrità dell’immobile spettano al proprietario/utilizzatore" cioè al comune.

“ASL non ha espresso alcun parere prima della comunicazione dei dati relativi alle indagini integrative del 2014, effettuate su 30 campionamenti a differenti quote di profondità, richieste in sede di Conferenza dei Servizi e comunicate in data 5 dicembre 2014. Tali indagini hanno caratterizzato l’area, denotando uno stato di contaminazione diffuso, per la presenza di rifiuti con codifiche CER-170504 (rifiuto non pericoloso) e CER-170503 (rifiuto pericoloso)” si specifica nel comunicato.

Il primo cittadino monzese invece nella sua missiva aveva sottolineato come “il mutamento di opinioni circa la valutazione delle misure di sicurezza, oltre ad aver determinato un aggravio di tempi e di costi - che mi riservo di recuperare con le dovute azioni - hanno determinato lo sconcerto di genitori e alunni, del corpo docente, dei cittadini del quartiere e mio”.

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