Lo Stato taglia i fondi: più tasse e meno Istruzione per i monzesi

Ecco il bilancio di previsione per l'esercizio finanziario 2015: mancano quasi sette milioni di euro di trasferimenti dallo Stato. Ma il Comune punta ad aumentare le proprie entrate tributarie

I dettagli sul bilancio di previsione 2015 - Foto repertorio

Un cane che si morde la coda, ogni anno di più. Un tunnel senza uscita, se non sulle spalle del cittadino. 

E’ un circolo vizioso, ormai classico, quello che vede protagonisti lo Stato, i Comuni e i contribuenti. Il primo, il governo, taglia i fondi da destinare ai secondi, i sindaci, che a loro volta aumentano i soldi da “scucire” ai terzi, i cittadini. 

La tradizione, anche per quest’anno, non cambia. E il vortice si ripete uguale: con gli stessi “carnefici” e le stesse “vittime”. 

Il bilancio di previsione 2015, il documento - al momento al vaglio del consiglio comunale - che contiene le entrate che si prevede di accertare e le spese che si prevede di impegnare nel corso dell’esercizio finanziario, non lascia spazio a dubbi. 

Aumentano Imu, Tari e Tasi: e anche morire costa di più - GLI AUMENTI  

Nel 2015, il Comune riceve “solo” 1.251.000,00 di euro dal “fondo di solidarietà comunale” rispetto ai quasi sette milioni e mezzo di dodici mesi fa: un “buco” di più di sei milioni di euro, aggravato da un -2,7 milioni di euro per il 2015 alla voce “trasferimenti dallo Stato”. 

E, inevitabilmente, se le entrate diminuiscono, le tasse devono aumentare. Una regola rispettata in pieno anche dal Comune di Monza che nel 2015 prevede di incassare più soldi per tutte le imposte. L’Imu, ad esempio, passa da 28.759.000,00 di incasso del 2014 a 31.410.000,00 per il 2015; la Tari - altro balzello odiato - sale da 21.133.278,56 a 21.836.037,00; l’addizionale Irpef - altra tassa poco simpatica ai monzesi - schizza da 14.484.000,00 a 16.584.000,00. 

La consolazione potrebbe essere la certezza “più tasse, più servizi”. E invece no. Perché anche nel 2015 a farla da padrone saranno i tagli. I soldi spesi per la giustizia scendono da 1.878.494,82 a 1.816.142,00, mentre la “Cultura” perde quasi 300mila euro. La vera mazzata, però, è per l’Istruzione, che perde poco meno di 1 milione di euro, e per il “Sociale” che dice addio a 2 milioni di euro. 

Chi non dice addio agli altissimi costi di gestione, invece, è il Comune, che comunque ha stilato un’idea di spending review. A Piazza Trento e Trieste spendono in un anno la bellezza di 33.923.398,57 di euro per la gestione del personale. 

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Per le prestazioni di servizi, invece, se ne vanno più di 67 milioni di euro. Ironia della sorte, poco meno di quanto tutti i monzesi verseranno per Imu, Tari e addizionale Irpef. 

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