Autodromo, c'è ancora speranza per la defiscalizzazione: spunta di nuovo un emendamento

In discussione nelle commissioni Affari costituzionali e Bilancio alla Camera gli emendamenti al decreto Milleproroghe per cui il relatore Maino Marchi ha presentato anche la defiscalizzazione

L'Autodromo di Monza

La speranza è sempre l'ultima a morire.

Per l'Autodromo e le prospettive di Regione Lombardia per entrare a far parte dell'assetto societario del Consorzio del Parco di Monza i giochi non si sono ancora chiusi.

Colpo di scena dopo il pressing del Presidente Roberto Maroni a Monza, lunedì sera, sul ministro del Lavoro Giuliano Poletti è stata la discussione dell'emendamento all'interno del decreto Milleproroghe al vaglio delle Commissioni Affari Costituzionali e Bilancio della Camera.

L'emendamento al testo è stato avanzato dal relatore di maggioranza Maino Marchi del Pd, dopo l'attenzione già riservata dal leghista Paolo Grimoldi alla manovra fiscale che avrebbe consentito a Regione Lombardia di diventare proprietaria del comparto senza pagare 20 milioni di euro di tasse che invece avrebbe garantito come investimenti per il futuro del circuito.

“La Lega Nord si è sempre battuta in prima linea per la difesa del Gran Premio di Monza che costituisce un patrimonio irrinunciabile, stante un brand del valore di 4 miliardi di euro e un indotto sul territorio brianzolo pari a 31 milioni. Oggi ne abbiamo l’ennesima dimostrazione. Attendiamo quanto promesso, che peraltro sarebbe una goccia nell’oceano se limitato alla sola defiscalizzazione del contributo Regionale. Che Regione Lombardia debba domandare a Roma il permesso per poter aiutare la Brianza senza pagarle il solito balzello è una triste realtà che solo la Lega cerca di cambiare” ha commentato il Segretario Provinciale della Lega Nord, Alberto Rivolta.

Soddisfatto e critico nei confronti della titubanza del governo si è mostrato anche il segretario cittadino del Carroccio Federico Arena: "L’accoglimento della nostra proposta offrirà un futuro all’autodromo ma anche e soprattutto al nostro territorio e alle aziende che beneficiano dell’indotto creato da questa struttura unica al mondo. Il solo Comune di Monza versa allo Stato italiano 620 milioni di euro di IRPEF ogni anno; in trasferimenti diretti ne ha ricevuti meno di 4 milioni (dato 2013): sarebbe stato davvero paradossale se – anche questa volta – lo Stato si fosse accanito nei confronti di una delle aree più produttive ma anche più vessate del paese". 

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