Autonomia, Fontana rilancia: "La chiederemo per tutte e 23 le materie possibili"

Il dibattito in consiglio regionale

Il consiglio regionale lombardo

Attilio Fontana, presidente della Lombardia dopo le elezioni del 4 marzo, rilancia sull'autonomia dopo i passaggi del referendum (che si è tenuto nel 2017) e del successivo negoziato con il governo, che ha portato a individuare 5 materie (tra le 23 possibili) su cui lavorare per ottenere più competenze da parte della Regione.

Secondo il neo governatore, l'obiettivo cambia: è ora quello di ottenere autonomia in tutte le 23 materie costituzionalmente possibili. "Non è un cambiamento ma un passo in avanti", ha specificato Fontana davanti ai consiglieri regionali durante la seduta dedicata al tema. Ma più autonomia e più competenze significa anche maggiori risorse. "Ci vuole anche la disponibilità del ministero dell'economia", ha spiegato Fontana: "Diversamente il rischio è che quest'anno ci diano competenze e risorse e che l'anno prossimo cambi l'entità delle risorse con la conseguenza che non saremmo nelle condizioni per poterle esercitare".

Al termine del dibattito, i consiglieri hanno votato all'unanimità un ordine del giorno. "L'autonomia finanziaria lombarda deve essere un punto fermo negli anni a venire e non dipendere dalle manovre finanziarie dello Stato italiano", ha dichiarato in aula la leghista Silvia Scurati citando tra l'altro l'istruzione, il lavoro e l'ambiente. 

"Il nostro voto va a favore del percorso di autonomia, ma oggi di fatto torniamo indietro e ripartiamo da capo rispetto all'intesa siglata da Maroni", ha ribattuto Fabio Pizzul, capogruppo del Pd: "Se Maroni ci avesse ascoltato nel febbraio 2015 e avesse fatto partire allora la trattativa con il governo, senza insistere con il referendum, oggi avremmo probabilmente in mano quegli spazi di autonomia che da decenni vengono evocati senza mai ottenerli".

"Con più autonomia, funzioni e risorse, migliorerà la vita dei cittadini, delle famiglie e delle imprese. I lombardi hanno dato un’indicazione chiara e cioè che dobbiamo lavorare su tutte e 23 le materie. L’accordo ‘al ribasso del ribasso’ trovato nella scorsa legislatura è inaccettabile. Senza il coordinamento della finanza pubblica e la compartecipazione al gettito non si realizza l’autonomia", ha affermato Dario Violi, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle: "E' sbagliato parlare di dividere il Paese o di agire sul residuo fiscale: quello che chiediamo sono le risorse che lo Stato già spende per la Lombardia. Al territorio possiamo offrire un servizio migliore e più economico".

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