Lombardia, ospedali vietati a tutte le donne con velo e burqa: è legge

La giunta Maroni ha approvato la delibera che vieta l’ingresso in ospedali e uffici con il “volto coperto”. La proposta era arrivata dopo le stragi di Parigi

Il riferimento non è esplicito, ma è più che chiaro. Tecnicamente, a rigor di legge, il divieto vale per chiunque abbia il “volto coperto”. In sostanza, come mostrano le parole di alcuni esponenti di maggioranza e le tempistiche scelte, il divieto è stato imposto per proibire alle donne di entrare in qualsiasi ufficio pubblico lombardo con il volto coperto dal velo o dal burqa. La giunta Maroni ha approvato giovedì mattina la delibera che di fatto dà attuazione alla normativa nazionale per la pubblica sicurezza che vieta l’ingresso “a volto coperto in ospedali ed edifici pubblici regionali”.

L’iniziativa era stata annunciata dal governatore Roberto Maroni all’indomani degli attentati di Parigi. Nel testo approvato, come riferito dallo stesso Maroni durante la conferenza stampa dopo la riunione di giunta, non vengono esplicitamente citati il burqa o altri tipi di velo, ma si fa riferimento al “volto coperto”. "Abbiamo approvato la delibera che vieterà di entrare con il volto coperto negli ospedali e negli uffici regionali della Lombardia. Altro impegno mantenuto da parte della giunta Maroni”, ha esultato Simona Bordonali, assessore alla sicurezza, protezione civile e immigrazione della regione Lombardia.

“Chi vuole entrare negli ospedali lombardi e nelle sedi della Regione dovrà essere riconoscibile e presentarsi a volto scoperto. Sono quindi vietati burqa, niqab, così come passamontagna e caschi integrali" ha aggiunto Bordonali. "I gravi episodi di terrorismo che si sono verificati nelle ultime settimane ci hanno indotto a rafforzare le misure di sicurezza. La Regione Lombardia si muove in anticipo rispetto al governo italiano e interviene per quanto di propria competenza per garantire la sicurezza di dipendenti, operatori e visitatori esterni”.

“Con questa delibera si fa finalmente chiarezza in merito a una questione di grande attualità e importanza - le ha fatto eco, Fabio Rolfi, vice capogruppo regionale del Carroccio -. Deve essere chiaro che la leggi esistenti vanno fatte rispettare, senza deroghe per nessuno. La sicurezza dei cittadini lombardi, in particolare di coloro che sono costretti a recarsi negli ospedali, non può essere compromessa dall’atteggiamento remissivo dei soliti noti verso dettami di carattere religioso che nulla hanno a che vedere con il nostro modo di vivere, le nostre regole e i valori laici di uguaglianza fra uomo e donna faticosamente conquistati dalla nostra società.”

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Il provvedimento dovrebbe entrare in vigore del primo gennaio 2016.

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