Sabato, 16 Ottobre 2021
Politica

Cartelli contro la "rapina fiscale" in Brianza

I manifesti sono comparsi un po' ovunque. "Il residuo fiscale - commenta Alessandro Corbetta, responsabile dei Giovani padani della Brianza - è la differenza tra le tasse che Roma riscuote dal nostro territorio e quanto ritorna in Brianza in termini di servizi e trasferimenti"

Sono comparsi un po' ovunque in Brianza sotto i cartelli di ingresso dei principali comuni del territorio.

Si tratta di manifesti di protesta di una campagna di sensibilizzazione nei confronti dei cittadini in merito a quella che il movimento dei Giovani Padani della Brianza ha definito "rapina fiscale" da parte del governo.

I manifesti affissi, oltre al nome del paese in lingua locale, riportano l’ammontare del residuo fiscale e la scritta “Lombardia Autonoma”.

“Il residuo fiscale – commenta Alessandro Corbetta, responsabile dei Giovani padani della Brianza – è la differenza tra le tasse che Roma riscuote dal nostro territorio e quanto ritorna in Brianza in termini di servizi e trasferimenti. Da questa differenza la nostra provincia perde più di 9,5 miliardi di euro, ovvero 11mila euro per ogni cittadino brianzolo. Cifre spaventose, che fanno arrabbiare soprattutto perché di problemi in Brianza ne abbiamo tanti: il lavoro che manca, l’aumento di furti e la crescente insicurezza della popolazione, le problematiche ambientali, le imprese che chiudono e i trasporti non all’altezza. Se potessimo trattenere questi soldi sul territorio avremmo risolto molti di questi problemi".

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