"Dovevano essere 40 ma sono 124", la Lega visita l'hub di Agrate

La ex casa Cantoniera di proprietà della Provincia di Monza e Brianza da luglio ospita su disposizione della Prefettura di Monza alcuni stranieri richiedenti protezione internazionale: il capogruppo del Carroccio in Regione e l'assessore Bordonali hanno effettuato un sopralluogo nell'area

Il centro di accoglienza ad Agrate Brianza (Twitter/Assessore Bordonali)

"Dovevano essere 40 e invece sono 124, tutti uomini. Entrano ed escono dal centro senza che nessuno li controlli. Arrivano dal Bangladesh, dal Senegal e dal Gambia dove non mi risulta ci siano guerre".

Con queste parole il capogruppo della Lega Nord in Consiglio Regionale, Massimiliano Romeo, ha commentato la visita al centro di accoglienza di Agrate Brianza effettuata insieme all'assessore regionale alla Sicurezza, Protezione Civile e Immigrazione, Simona Bordonali, lunedì pomeriggio.

Una delegazione del Carroccio, insieme ad altri esponenti della politica locale, ha fatto visita all'area dell'ex casa cantoniera di proprietà della Provincia di Monza e Brianza che da metà luglio, su indicazione della Prefettura, è stata trasformta in hub di prima accoglienza e smistamento per i cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale in transito sul territorio.

Secondo quanto indicato in una nota ufficiale del comune di Agrate Brianza nel centro sarebbero state ospitate temporaneamente tra le 40 e le 50 persone in attesa delle espletamento delle pratiche burocratiche legate alla richiesta dello status di richiedente asilo. Gli ospiti sarebbero stati solo adulti uomini e non era prevista, secondo le direttive dell'accordo con la Prefettura, la presenza di donne e bambini. Nell'area erano state montate cinque tende e gli edifici del complesso erano stati sgomberati per ospitare refettori e locali di prima necessità.

All'indomani della comunicazione dell'allestimento dell'hub oltre alle polemiche dei cittadini scettici di fronte alla comunicazione avvenuta "solo a cose fatte" era sorta anche un'associazione, Agrate Sicura, nata "per fare rete con i movimenti che in tutta la Provincia, partendo da Limbiate, vogliono opporsi alla gestione proprietaria che il presidente Ponti ha degli immobili della Provincia di Monza e Brianza".

"Il 50 per cento di queste persone - ha commentato l'assessore Bordonali - non richiede protezione internazionale e se ne va. Questo significa che i dati del Ministero sono falsi. Ho trovato ragazzi ventenni che arrivano da Bangladesh, Senegal e Gambia: Stati che non sono in guerra. Non ci sono donne, anziani, nè bambini. Significa che, tra coloro che sono ospitati qua, nessuno scappa dalla guerra".

"La Provincia di Monza e Brianza - ha aggiunto - ha dato disponibilità sulla struttura, dimostrando ancora una volta di avere più a cuore l'accoglienza dei clandestini che non i problemi di disoccupati ed esodati brianzoli".

"L'unica nota lieta" ha concluso sarcastico al termine della visita Massimiliano Romeo "è il fatto che non abbiano usato le tende della colonna mobile della protezione civile regionale". 

Il sindaco di Agrate Brianza Ezio Colombo dopo aver appreso dei numeri dell'hub provinciale oltre gli accordi stabiliti ha scritto una lettera al Prefetto di Monza e Brianza per chiedere chiarimenti.

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