CGIL Monza: Spending review, stop ai tagli alla salute

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di MonzaToday

Invece
di operare una seria riorganizzazione della Sanità, e di colpire gli sprechi, il Governo con il
decreto sulla spending review taglia ancora il finanziamento: altri 4,7 miliardi che si
aggiungono agli 8 miliardi di tagli della manovra precedente (sono oltre 21 i miliardi i tagli che
si sono cumulati nel triennio, e sono in arrivo tre miliardi di nuovi ticket).

Così non si fa
una vera “spending review” cioè una riqualificazione della spesa inappropriata. Anzi, con i tagli
lineari si compromette il risanamento dei bilanci e si nega il diritto dei cittadini alla tutela della
salute e a ricevere cure di qualità.

Spetta al Parlamento
ora discutere il decreto del Governo: insistiamo perché i tagli al finanziamento dei servizi
sanitari vengano scongiurati.

La CGIL chiede
di investire, con risorse adeguate, nel nostro Servizio Sanitario Nazionale come strumento di
equità sociale e fattore di crescita, elementi indispensabili anche per affrontare la grave crisi
che vive il nostro Paese.

Bisogna
selezionare alcune priorità, indispensabili per riqualificare i servizi e la spesa sanitaria ed
evitare ancora ticket. E sostenere in modo mirato i processi di riorganizzazione - assistenza
distrettuale e cure primarie: tutti i giorni h 24, integrazione socio sanitaria, non
autosufficienza - come alternative forti e visibili al solo ricovero ospedaliero (e per ridurre gli
stessi gravi disagi nei servizi di pronto soccorso spesso sovraffollati).

L’obiettivo è
quello di garantire ai cittadini, in tutto il territorio nazionale i Livelli Essenziali di Assistenza (e
di qualità !): garanzia che deve pesare quanto quella dell’equilibrio di bilancio. Questo può
aprire una nuova fase per le regioni impegnate nei piani di rientro, passando dalle logiche dei
tagli lineari, dell’inasprimento fiscale e dei ticket, alla riconversione dell’offerta dei servizi, e
quindi della spesa inappropriata, causa principale dei disavanzi sanitari.

Per affrontare questa sfida impegnativa serve la partecipazione e la responsabilità di tutti.
Il diritto alla tutela della salute e alle cure per tutti i cittadini senza distinzioni, tramite il servizio
sanitario pubblico e universale, è stata, e lo è ancora, una grande conquista,
da confermare e rinnovare.

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