Un avvocato da 1.400.000 euro. E i monzesi … pagano!

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di MonzaToday

Nel 2005 la Giunta Faglia, incaricando l’avvocato Romano per resistere al ricorso in Cassazione presentato dalla IEI spa sulla Cascinazza, potrebbe aver compiuto un’evidente violazione della normativa del TUEL in materia contabile, come previsto anche da una recente sentenza della Corte dei Conti.
La Giunta ha fatto ricorso a un legale senza presentare la dovuta documentazione preventiva relativa al preventivo di parcella, liquidando esclusivamente la parte relativa a un acconto (pari a 6.669 euro) e dando vita a un atto illegittimo secondo la Corte dei Conti.
Non avendo previsto un impegno di spesa relativo, ha dato vita a un debito fuori bilancio di (1,400,000 euro), previsto dalla normativa italiana esclusivamente laddove tale debito comporti un evidente accrescimento dell’interesse economico dell’ente e sul quale ha sola competenza il Consiglio Comunale.

LE QUESTIONI APERTE

• NEL 2007 SCANAGATTI HA DELIBERATO UN ATTO DI INDIRIZZO CHE IMPEGNAVA L’AMMINISTRAZIONE A LIQUIDARE LA PARCELLA SECONDO QUANTO SAREBBE POI STATO STABILITO DALL’ORDINE DEGLI AVVOCATI, FORSE NEL TENTATIVO DI
LASCIARE LA PATATA BOLLENTE NELLE MANI DEI SUCCESSORI.
LO SCORSO LUGLIO, AL CONTRARIO, LA GIUNTA SCANAGATTI HA DECISO DI OPPORSI ALL’INGIUNZIONE DI PAGAMENTO DELL’AVVOCATO ROMANO.
COSA E’ CAMBIATO IN QUESTI 5 ANNI ?

• E’ DOVEROSO DISCUTERE LA QUESTIONE IN SEDE CONSILIARE, ESSENDO IL
CONSIGLIO L’ORGANO COMPETENTE A DELIBERARE UN DEBITO FUORI BILANCIO, COSA CHE L’AMMINISTRAZIONE NON SEMBRA MINIMAMENTE CONSIDERARE.

• SE SI ASSUME CHE L’ASSUNZIONE DEL DEBITO FUORI BILANCIO SIA STATO EFFETTIVAMENTE GIUSTIFICATA DA UN RISPARMIO DELL’ENTE E QUINDI CONSIDERABILE QUALE ACCRESCIMENTO DELL’ENTE STESSO, NON SI CAPISCE
PERCHE’ OGGI NON SI PROCEDA CON LA DISCUSSIONE IN AULA E IL PAGAMENTO.

• SE AL CONTRARIO, SI GIUSTIFICA L’OPPOSIZIONE A TALE INGIUNZIONE PERCHE’ NON SI RICONOSCE L’ACCRESCIMENTO DELL’ENTE, ALLORA CI SI TROVA DI FRONTE A UN CASO DI NON RISPETTO DELLA NORMATIVA VIGENTE IN MATERIA
CONTABILE CHE POTREBBE DARE VITA A UN IMPONENTE CONTROLLO DA PARTE DELLA CORTE DEI CONTI.

Alla luce di quando sopra esposto, si fa rilevare come non possa esserci spazio per transazioni o accordi vari da parte della sola Giunta comunale. Trattandosi di debito fuori bilancio, qualsiasi decisione deve essere discussa e deliberata dal Consiglio Comunale che ha il dovere di riconoscere tale debito come effettivo “accrescimento” dell’ente.
Si fa rilevare, infine, che, nel caso in cui il Consiglio riconosca l’accrescimento dell’ente, in caso di controllo della Corte dei Conti, il consigliere ne risponde anche personalmente. Le risposte- piuttosto celeri e sommarie- ottenute dal Sindaco in aula stasera non ci
tranquillizzano.
A fronte della delicatezza della questione, ormai annosa, e soprattutto in virtù del particolare contesto economico nel quale il nostro Paese e la nostra città versano, si chiede quindi che l’amministrazione comunale faccia luce e chiarisca al Consiglio la posizione che intende assumere in merito e dove intende trovare i fondi per il pagamento eventuale di questa parcella stratosferica che colpirà le casse della nostra Amministrazione e quindi tutti i nostri cittadini.


Monza, 17 settembre 2012
Il consigliere
Martina Sassoli

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