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Mercoledì, 8 Dicembre 2021
Politica

Politica da remoto: a Monza il consiglio comunale resta (ancora) on line

Nella seduta di giovedì 28 ottobre il Pd ha presentato una mozione di sfiducia al presidente del consiglio Filippo Caratti: i dem (ma non solo) chiedevano il ritorno al consiglio comunale in presenza

Per adesso, a Monza, la politica si fa ancora da remoto. Nessun ritorno in aula per sindaco, assessori e consiglieri. Bocciata la mozione di sfiducia del presidente del consiglio comunale, Filippo Caratti, presentata dal Pd.

Il documento non è passato: 11 voti favoreli,  21 contrari e 1 astenuto, lo stesso Caratti che non ha voluto esprimere posizione in merito a una vicenda che lo coinvolge personalmente. Ancora prima dell'introduzione obbligatoria del green pass per accedere ai luoghi di lavoro, la minoranza aveva sollevato la richiesta di poter riunire il consiglio comunale in presenza. 

Durante il consiglio comunale di giovedì 28 ottobre il Pd ha chiesto la sfiducia del presidente Filippo Caratti 'colpevole' di non convocare le riunioni in presenza. Alla fine di agosto il Comune, in merito alla vicenda, aveva spiegato che la scelta era dettata da motivi di sicurezza: " l’ingresso alla sala consiliare continua ad essere consentito a un massimo di 30 persone contemporaneamente, così come sono contingentati gli ingressi negli altri spazi comunali disposti dal tecnico dell’Ente responsabile della sicurezza" era stato spiegato con una nota. 

A distanza di due mesi i dem sono tornati all'attacco chiedendo la sfiducia del presidente del consiglio comunale. Oltre  ai consiglieri del Pd a sostenere la richiesta anche Chiara Pozzi (Monza per Scanagatti sindaco), Francesca Pontani (Italia Viva), Alberto Mariani (Gruppo Misto) e Aurelio Camporeale (M5S). Contrari, oltre alla maggioranza, anche Paolo Piffer (Civicamente) e Danilo Sindoni (Gruppo Misto). 

Ha suscitato sorpresa il voto contrario di Paolo Piffer che già in passato aveva sollevato la necessità di fare politica in presenza. "Perchè abbiamo votato contro? - spiega in una nota stampa -. Siamo forse soddisfatti di come sia stata gestita l'aula in questi mesi di emergenza sanitaria? Assolutamente no. Saremmo già dovuti tornare in presenza come hanno fatto molti altri Comuni. E' chiaro che questa amministrazione non ha nessuna fretta di rientrare in aula; le sedute da remoto sono molto più 'comode' se sei al governo della città. A Monza chi vince le elezioni fa sempre quello che vuole, è sempre stato così, anche quando governavano quelli che hanno presentanto la mozione di sfiducia. Serve un cambiamento radicale che non può passare da un documento presentato da un singolo partito. E' necessario il voto dei cittadani. Saranno loro a giudicare e a Monza manca davvero poco". 

A Monza il consiglio comunale è in versione remoto dal marzo 2020: da allora sono stati convocati 75 consigli, per un totale di 149 delibere approvate. 

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