Desio, Mariani contro Corti: "L'appalto a un uomo di Ponzoni"

La guerra dei sindaci sull'affidamento del recupero crediti. "Tra noi e loro? Non è cambiato niente" attacca Mariani. Il Comune rischia di perdere 500.000 euro di tributi non pagati: per questo si è rivolto a una società specializzata in riscossioni. La replica di Corti: "Tutto regolare"

DESIO – Ex sindaco contro sindaco. Con il predecessore Giampiero Mariani (centrodestra) impegnato – con tanto di denuncia in carta bollata – a dimostrare che tra la sua giunta e quella del suo successore Roberto Corti (centrosinistra) «non c’è la benché minima differenza».
E’ successo che Corti ha affidato alla So.Ge.S.T (società gestione servizi territoriali) il compito di «stanare» i furbetti che negli ultimi cinque anni non hanno pagato l’Imu e neppure l’Ici. Un problema serio: dalle casse del Comune mancano qualcosa come 500mila euro. E il rischio è che le cartelle non pagate cadano in prescrizione.

PARENTELE - A suscitare la perplessità di Mariani è il fatto che il numero uno della So.Ge.S.T. è Andrea Attolini: genero di Attilio Gavazzi, membro di spicco del Pdl brianteo e uomo di fiducia dell’ex consigliere regionale Massimo Ponzoni. Dell’«intimità» tra Attolini e Ponzoni ha scritto anche il grande accusatore di Ponzoni, Sergio Pennati, nel memoriale degli atti del processo all’ex «leader maximo» della politica brianzola: «A Seregno il suo uomo è Attilio Gavazzi che con il suo architetto Andrea Attolini sta predisponendo il Pgt, con Ponzoni che dà il benestare sulle aree che gli interessano». Nella sua denuncia al Tribunale di Monza, ai carabinieri di Desio e alla Corte dei Conti di Milano Giampiero Mariani ha sottolineato anche alcuni presunti errori formali: «L’affidamento – ha accusato l'ex borgomastro – è stato conferito per una cifra pari a 27mila euro: oltre la soglia entro la quale si può procedere all’affidamento diretto senza una gara».

LA RISPOSTA - Ma la giunta di Roberto Corti con un documento ufficiale ha ribattuto punto per punto: «Ci siamo affidati a una società che ha effettuato un lavoro analogo in comuni limitrofi e ha operato bene. Non potevamo conoscere tutte le parentele dei soci: la polemica è campata per aria. Ci siamo trovati nell’emergenza di affidare un incarico perché la Giunta Mariani ha lasciato crediti da esigere vecchi di cinque anni».

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