«Carate Nostra», dimissioni Giunta pronte dopo il caso Sisler

Il 30 novembre, dopo un consiglio comunale tecnico, l'Amministrazione farà un passo indietro travolta dal caso Sisler. Le indagini sono partite nel novembre 2011 dall'omicidio di Paolo Vivacqua, crivellato di colpi nel suo ufficio

Il sindaco Marco Pipino pronto alle dimissioni

CARATE BRIANZA – Carate Nostra fa un’altra vittima illustre: l’amministrazione comunale di Carate Brianza. Tecnicamente Marco Pipino (centrodestra) e i suoi assessori resteranno al loro posto fino alla fine di novembre. Ma si tratta di una giunta ormai paragonabile a un paziente in coma irreversibile. Il 30 novembre – infatti – l’esecutivo locale si riunirà un’ultima volta. Giusto il tempo minimo e indispensabile per approvare il diritto allo studio. Un provvedimento tecnico cruciale: senza, i ragazzi di Carate Brianza non potrebbero studiare. Un minuto dopo, la giunta si auto scioglierà.

URBANISTICA  SOTTO LA LENTE - La decisione è stata presa ieri sera, al termine di una riunione rovente del Pdl locale. A provocare il collasso dell’amministrazione di Carate Brianza è stato il caso Sisler: pochi giorni fa il coordinatore provinciale del Pdl ha ricevuto un avviso di garanzia per corruzione legato alla sua attività di amministratore locale. Quando - quattro anni fa - era assessore all'Urbanistica di Carate Brianza e dell’Aler Monza e Brianza. E – stando alle accuse di un politico locale – avrebbe intascato una tangente di 10mila euro in merito a un episodio di corruzione legato alla pianificazione territoriale comunale.

Poche ore fa Sisler ha fatto un passo indietro, autosospendendosi dalla carica di coordinatore provinciale del Pdl. «Respingo con fermezza ogni addebito - ha detto il politico - e sono certo che le indagini fugheranno ogni dubbio dimostrando la mia assoluta innocenza». Ma di fronte a quello che appare come un vero e proprio tsunami giudiziario, le sue parole sono apparse tardive.

"CARATE NOSTRA: LE ACCUSE AD ALTOBELLI E AGLI ALTRI

PRESA DI DISTANZA - Il sindaco, Marco Pipino, e la sua giunta sono apparsi irremovibili nella decisione di chiudere la partita. E di voltare pagina. Alla base della decisione la volontà di prendere le distanze da quanto sta emergendo dall’inchiesta del Tribunale di Monza «Carate Nostra».

IL DELITTO VIVACQUA - Dal novembre 2011 il Tribunale di Monza sta indagando su un presunto giro tangenti pagato per modificare la destinazione d’uso di alcuni terreni di Carate Brianza, trasformandoli da agricoli a edificabili. Il 14 novembre 2011 a Desio viene ammazzato il siciliano Paolo Vivacqua: un imprenditore con infinite attività, tra le anche la compravendita di un terreno a Carate Brianza. Nell’ufficio dove Vivacqua è stato ucciso i collaboratori del sostituto procuratore Donata Costa trovano una pila di fogli Excel con voci di pagamento sospette. L’intuizione del pm è quella giusta: nel luglio scorso cinque imprenditori immobiliari finiscono agli arresti domiciliari e va in carcere il consigliere comunale del pdl  di Carate Brianza, Maurizio Altobelli.

Per questi sei, la Procura ha chiesto nei giorni scorsi il giudizio immediato, ma le indagini non sono chiuse. Gli inquirenti stanno cercando di capire chi sono gli altri funzionari pubblici, a parte Altobelli, che avrebbero intascato quasi 300mila euro per il cambio della destinazione d’uso del terreno di via Tagliamento a Carate Brianza e di altre 3 aree.

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Il fascicolo, poi, comprende altri indagati a piede libero: per esempio Antonino Brambilla, ex capogruppo del Pdl a Carate Brianza a giudizio con l’ex assessore regionale Massimo Ponzoni nell’ambito del «Ponzoni Gate» per presunta corruzione. Un intreccio di scandali e vicende giudiziarie che sta scuotendo la Brianza, e che pare destinato a riservare altri sviluppi e profondamente legato alla caduta della giunta di Desio, dove Brambilla era assessore.

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