Diossina nelle uova a Desio, la denuncia di Corbetta

Il consigliere regionale del Movimento Cinque Stelle ha effettuato un controllo sui dati rilevati dall'Asl nel 2011 in relazione al quantitativo di diossina presente nelle uova: "Chiudete l'inceneritore di Desio"

Allarme diossina nelle uova

Diossina nelle uova di galline allevate a Desio superiore di 5 o 6 volte ai valori registrati negli altri comuni.

La denuncia proviene dal Movimento Cinque Stelle ed è stata resa nota dal consigliere regionale Gianmarco Corbetta che insieme al portavoce del Movimento a Desio Paolo di Caro ha effettuato un controllo sui dati rilevati dall'Asl nel 2011 in 11 allevamenti rurali del territorio.

Dieci allevamenti su undici producono uova contenenti sostanze inquinanti tra cui diossine, metalli pesanti e policlorbifenili (PCB). Qui le galline sono lasciate libere di muoversi e le uova non provengono da allevamenti a circuiti distributivi e, si legge nel documento di denuncia di Corbetta, "sono destinate all’autoconsumo da parte dei proprietari degli allevamenti".

Insieme all'elevato livello di diossine messo in relazione con l'incidente all'Icmesa di Seveso nel 1976, solo il 39% sul totale delle sostanze analizzate, a preoccupare il Movimento è la situazione di Desio.

Qui "si è registrato il picco massimo di diossine pari a 52,43 pg TEQ/g (picogrammi di tossicità equivalente per grammo)" si legge nel testo, "pari a quasi 21 volte il limite consentito dalla legge (2,5 pg TEQ/g). Questo valore è ancora più preoccupante se confrontato con gli altri comuni che non arrivano a 6-7 pg TEQ/g".

A distanza di anni la diossina dell'Icmesa di Seveso è ancora nei terreni di Desio ma a spiegare la forte presenza di sostanze inquinati nelle uova analizzate provenienti da allevamenti cittadini per il Movimento Cinque Stelle potrebbe essere l'inceneritore contro cui da tempo si è avviata una battaglia.

"Il nostro sospetto è che arrivino dall’inceneritore, che emette diossina senza sosta da quasi 40 anni. Quando abbiamo letto questi dati ci sono subito tornate alla mente le parole pronunciate qualche anno fa dal Presidente dell’Ordine dei Medici di Monza e Brianza, Carlo Maria Teruzzi: 'Io a due chilometri dall’inceneritore di Desio non ci vivrei e non ci farei vivere i miei figli'. E guarda caso l’allevamento da cui provengono le uova si trova a due chilometri dall’inceneritore".

Secondo i dati emersi dai rilievi "le uova esaminate contenevano 14 grammi di grasso per 100 grammi di peso. Ossia 734 pg TEQ per 100 grammi di uovo" si legge nel documento. "Ipotizzando un uovo di peso medio (60 g), abbiamo circa 440 pg TEQ di diossine per ogni uovo. La dose giornaliera tollerabile per l’uomo secondo l’UE è 2 pg per kg di peso, ossia una persona di 70 kg potrebbe assumere fino a 140 pg. Quindi consumare un uovo contaminato con 440 pg di diossine significa assumere una dose più che tripla con un solo alimento" e la situazione sarebbe ancora più grave per una donna e per un bambino che si troverebbe a ingerire diossina in quantità 9 volte superiore al limite consentito con un solo alimento, spiega sempre Corbetta. 

In seguito all'esame dei rilievi effettuati, il Movimento Cinque Stelle ha deciso di far partire una raccolta firme da portare direttamente in Provincia per la chiusura dell'inceneritore di Desio e l'adozione di nuove tecnologie per il trattamento pulito e il recupero dei materiali. 

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