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Domenica, 26 Giugno 2022
Elezioni 2022 a Monza

Samuele, il rapper di 22 anni con il sogno della politica che si candida a Monza

Samuele di Nardo, in arte Efsi9, è candidato al consiglio comunale del capoluogo brianzolo con la lista Civicamente Monza. Campione regionale di freestyle e ora anche aspirante politico

Ventidue anni e giornate in bilico tra due lavori - uno di giorno, come magazziniere in un'azienda e uno di sera, a consegnare pizze - per mantenersi e poter coltivare il suo sogno: la musica. E adesso anche la sfida della politica. Samuele Di Nardo, monzese, rapper nato e cresciuto a Cederna,in arte Efsi9, è candidato al consiglio comunale di Monza per le prossime elezioni amministrative del 12 giugno nella lista Civicamente Monza che sostiene Paolo Piffer come candidato sindaco. 

La musica e la politica per rendere Monza a misura dei giovani

Musica e politica, due realtà apparentemente lontane che per Samuele rappresentano però due strade per arrivare allo stesso traguardo. Per parlare ai giovani, per veicolare un messaggio e per costruire anche progetti che possano fornire ai ragazzi degli strumenti per fare scelte diverse. Il primo incontro con la musica è arrivato a otto anni ed è stato un colpo di fulmine. "Ho coltivato la passione per la scrittura di testi e il mio interesse si è allargato anche al mondo del freestyle, del rap improvvisato su un palco condiviso con altri ragazzi provenienti da tutta Italia nell'ambito di sfide e battle". E Samuele è anche campione regionale di freestyle, l'unico brianzolo tra le tre giovani promesse del rap che si sono aggiudicate il titolo.

Una pioggia di parole che, spesso per il contesto rima dopo rima porta i toni ad accendersi e caricarsi. "Spesso alcuni esponenti nelle canzoni esagerano e certe frasi, se prese alla lettera, fanno paura. A livello culturale il rap è anni che usa frasi forti e questo approccio viene sdoganato in maniera eccessiva. Io personalmene nelle mie canzoni cerco empre di trasmettere un messaggio ma questo non si può pretendere da tutti e spesso il marcio che si mostra è un malessere che è specchio di un problema della società" ha spiegato Di Nardo.

"Nel freestyle è diverso: esiste quella licenza poetica di prendere le cose alla leggera, quasi come fosse una satira ma che sottende un rispetto altissimo per l'avversario". "Il rap nasce come musica da strada ma quello che nei miei testi cerco sempre di trasmettere è che la strada nasconde tante trappole tra cui la droga appunto e la criminalità" racconta Samuele. Oltre alla sfida del prossimo 12 giugno il 22enne monzese ha in programma diversi appuntamenti musicali con il suo gruppo - i Vikings Freestyle Crew - e da poco è uscito il video Drilluminati 2, un remix su basi note con una interpretazione con rime personali, girato a Monza, nella "sua" Cederna. 

La sfida della politica

"Spesso il crimine dello spaccio nelle canzoni è raccontato con una leggerezza che può essere fraintendibile. Musica e politica hanno poco in comune se non la volontà di far arrivare alle persone - e ai giovani - un messaggio. Ma la politica oltre che di parole ha bisogno di concretezza. Ho scelto di far parte della squadra di Civicamente perchè mi rispecchio negli ideali del progetto" ha spiegato Samuele.

"La politica si è dimenticata dei giovani e questo è un problema: i giovani possono essere recuperati con la musica e con i progetti. Il problema relativo alle derive violente che coinvolgono sempre più spesso i giovanissimi non è solo di Monza ma lo vediamo su scala nazionale. Monza è a metà tra una grande città e un paesotto di provincia: è potenzialmente una giungla per chi ci si addentra ma c'è poca attenzione al fenomeno e pochi servizi" ha spiegato il 22enne che punta a entrare in consiglio comunale. "Il primo passo per il cambiamento è capire che i problemi che vediamo sono un sintomo prima che un problema: se un ragazzino ogni weekend resta coinvolto in risse bisogna capire che cosa scatena queste derive negative e violente e dove ha sbagliato la politica al di là delle ovvie responsabilità del singolo. E dove abbiamo sbagliato nel non offrire a questi ragazzi altro da fare per distrarsi da queste scemenze. Ci vuole più comprensione e meno colpevolizzazione" ha aggiunto.

"I controlli e la presenza delle forze dell'ordine in centro, nelle aree della movida sono sicuramente importanti ma il nocciolo della questione è riuscire a trovare il modo di indurre i giovani a fare altro: se nei quartieri vige la noia la cosa più facile da fare quando si è annoiati è sbagliare. Inciampare in tutti quegli ostacoli che la strada nasconde". E se le insidie sono tante ancora di più dovrebbero essere gli stimoli e le opportunità da regalare ai ragazzi per permettergli di costruire il proprio futuro anzichè distruggerlo. 

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