La Lega "scarica" il PDL: troppo cemento e troppa CL

Il partito di Bossi presenta i candidati sindaci e attacca a tutto campo gli ormai ex alleati del Pdl. Troppo cemento, troppo forte la componente ciellina e poca attenzione al territorio, reclamano le camicie verdi

Una foto scattata questa mattina (foto AP)

Tra Lega e Pdl è frattura netta. Alla presenza dei deputati nazionali Marco Desiderati e Fabio  Meroni, questa mattina hanno sfilato Marco Mariani (Monza), Marina Romanò (Cesano Maderno), Daniela Ronchi (Lissone), Paola Gregato (Lesmo), Maria Grazia Von Berger (Sulbiate), Emanuele Pellegrini (Carnate), Matteo Turconi Sormani (Lentate), Giorgio Fiorenzo Taveggia (Meda). E proprio Taveggia è il più diretto della compagine, tracciando con precisione i confini. "A Meda in 15 anni di Lega non ci sono stati nuovi arrivi: nel quinquennio del Pdl, invece, i nuovi sono stati 2.000".

Turconi Sormani, dal canto suo,  non le manda a dire all'area ultra-cattolica del Popolo della Libertà: "Gli azzurri sono invasi dalla corrente politico-religiosa di Cl, che nulla  ha fatto per il bene del paese: si è vero, eravamo assieme in maggioranza, ma le nostre proposte sono sempre state accantonate in questi anni". Un esempio? "Il sindaco pensa a costruire un ponte sul Seveso da 3 milioni di euro, ma in paese mancano gli asili. E sul PGT non eravamo d'accordo". A stemperare il clima ci sono Paola Gregato di Lesmo e Daniela Ronchi di Lissone. "Da noi problemi non ce ne sono stati, per la verità. Addirittura i vertici del Pdl hanno deciso di sostenermi con una civica" dice Gregato (ma il fatto ha generato una spaccatura proprio tra gli azzurri, ndr). Più cauta la Ronchi: " Noi diciamo no alla città dormitorio. I rapporti a Lissone non sono cattivi, ma è vero: tra gli azzurri in città c'è troppa CL".

Armi spianate, quindi, che nei comuni sopra i 15.000 abitanti non lascerebbero pensare a un apparentamento al ballottaggio. Ma in politica, si sa, tutto può succedere. Prendono infine la parola i deputati nazionali,  e l'attenzione si sposta sulla strettissima attualità e sul caso Bossi. Fabio Meroni parla di attacco pre-elettorale dei media, mentre Desiderati difende il leader ricordando i "grandissimi sacrifici" che il Senatùr ha fatto in passato per la Lega. Dopo qualche ora Bossi si è dimesso.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Elettra Lamborghini vuole ristrutturare casa e cerca su Instagram l'impresa più veloce

  • "Vogliamo chiedere scusa a chi involontariamente ha investito il nostro gatto"

  • Festa in casa tra ragazzini mentre la nonna dorme ma arrivano i carabinieri: 17 multe

  • Dalla Brianza in dono un cucciolo per superare la morte improvvisa del piccolo Cairo

  • "Io apro", a Monza c'è chi è pronto ad accogliere al tavolo i clienti il 15 gennaio (nonostante i divieti) e chi no

  • Accoltella moglie in strada e inventa rapina, in casa droga: arrestato per tentato omicidio

Torna su
MonzaToday è in caricamento